RECENSIONE DI… “TRILOGIA DELLE RAGAZZE” DI BEATRICE MASINI


Salve lettori, il mese di ottobre ha fatto il suo ingresso portando con sé piogge e aria più fresca, adatta alla stagione autunnale. Questa mattina sono qui per parlarvi di un genere un po’ insolito per questo blog poiché si tratta di una raccolta composta da tre racconti lunghi. Mi riferisco a “Trilogia delle ragazze” di Beatrice Masini (Rizzoli). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

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L’età dell’adolescenza è raccontata attraverso tre storie molto diverse tra loro accomunate dalla presenza di protagoniste femminili, giovani donne che si affacciano alla vita. In Bottoni, una ragazzina è alle prese col senso di responsabilità nei confronti di una persona in difficoltà. In L’estate gigante, l’essere anagraficamente un po’ più grande diviene sinonimo di prendersi cura dei più piccoli. In Giù la zip protagoniste sono un gruppo di adolescenti alle prese con turbamenti, primi amori e sensi di ribellione.

La raccolta si focalizza su tre testi ambientati in tre periodo dell’anno ben definiti: vacanze invernali, vacanze estive e un intero anno scolastico (1977/78).

Le protagoniste, pur essendo diverse caratterialmente e per atteggiamenti, trovano nel desiderio di sentirsi grandi un punto di contatto. Tutte desiderano conoscere il mondo, andare contro le regole, cambiare la società nella quale vivono.

Margherita, protagonista di Bottoni, costretta a trascorrere il capodanno in compagnia dei nonni, è annoiata, si sente diversa dalle sue amiche, vorrebbe scappare, invece si renderà conto che ciò che sembrava un’autentica tortura sarà una fonte di crescita.

L’estate gigante vede la protagonista, anche lei costretta a trascorrere le vacanze coi nonni, nelle vesti di insolita baby sitter. Sarà lei, infatti, a tenere unito il gruppo di amichetti, bambini più piccoli che fanno giochi da bambini e si cacciano in pericoli propri dei bambini. Eppure, nonostante tutto, trova un suo equilibrio fatto di fantasia, sguardi e riflessioni dinanzi al mare.

Giù la zip narra le vicissitudini di una classe femminile di un liceo classico gestito da suore. Tutte le ragazze, appartenenti perlopiù a famiglie alto borghesi, sviluppano una profonda competizione tra di loro che si svolge non solo tra i banchi di scuola ma anche fuori, nelle esperienze di vita, nei rapporti coi ragazzi. Il grembiule verde che sono costrette a indossare diviene il simbolo di una lotta che affonda le sue radici in un qualcosa di ben più complesso. Tutte vogliono diventare grandi, realizzarsi, avere degli obiettivi.

Lo stile dell’autrice è molto semplice e scorrevole essendo l’opera adatta anche a lettori più giovani. Trattandosi di testi indipendenti l’uno dall’altro è inevitabile che il coinvolgimento emotivo da parte dell’autore non sia lo stesso dalla prima all’ultima pagina. Personalmente ho apprezzato Giù la zip mentre ho trovato prolisso e a tratti noioso L’estate gigante.

Tre storie, tre punti di vista, tre sfaccettature di una fase di vita difficile e indimenticabile al tempo stesso.

3stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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