RECENSIONE DI… “IL CLUB DEI FILOSOFI DILETTANTI” DI ALEXANDER McCALL SMITH


Salve lettori, dopo la pausa estiva torna quest’oggi l’appuntamento con la rubrica “Tu leggi? Io scelgo!” che consiste nel leggere un libro recensito da un altro blogger aderente all’iniziativa.

Ho scelto tra le letture di Ludovica un romanzo che purtroppo mi ha delusa davvero tanto. Mi riferisco a “Il club dei filosofi dilettanti” di Alexander McCall Smith (Guanda).

Mark Fraser, giovane manager, muore precipitando da una balconata del teatro di Edimburgo durante un’opera. Ad assistere all’evento è Isabelle Dalhousie, fondatrice del club dei filosofi dilettanti, con uno spiccato interesse per le indagini. Alla donna sin dal primo momento la morte non sembra un incidente né un suicidio così decide di scoprire qualcosa in più.

“Lei, che difendeva sempre la privacy, che rifiutava la volgarità sfacciata della nostra epoca impicciona e ficcanaso, si comportava come una ragazzina curiosa dalla fantasia troppo galoppante. Ma perché si lasciava trascinare dagli affari altrui, come il più sordido dei “piedipiatti?”

Leggendo la trama di questo romanzo sembra di trovarsi dinanzi a un giallo tradizionale, invece l’indagine viene quasi relegata in secondo piano poiché larghissimo spazio viene dato alla protagonista.

Isabelle appartiene a una famiglia agiata. Ama la cultura, l’arte, il teatro e soprattutto la filosofia. Non è una creatura sociale, ha difficoltà nell’instaurare rapporti, guarda tutti dall’alto in basso, giudica senza pietà ed è, per questo, perennemente sola. Non è facile per il lettore provare empatia nei suoi confronti poiché la si considera saccente e antipatica, una donna che ama fare lunghe digressioni sugli argomenti più disparati che rallentano notevolmente il ritmo narrativo e rendono più difficile il coinvolgimento emotivo.

I personaggi secondari (principalmente la nipote Cat e la governante Grace) agiscono attivamente nella vicenda con i loro caratteri e le loro vicissitudini, interessanti, certo, ma che contribuiscono ad allontanare l’attenzione del lettore da quello che dovrebbe essere il punto focale della vicenda (la morte di Mark Fraser).

Lo stile, pur essendo semplice, a mio parere, non risulta scorrevole, anzi appare piuttosto noioso e di ostica lettura.

Un romanzo con un’ottima premessa ma che, purtroppo, non riesce a brillare.

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Il club dei filosofi dilettanti: Un caso per Isabel Dalhousie, filosofa e investigatrice

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

19 pensieri su “RECENSIONE DI… “IL CLUB DEI FILOSOFI DILETTANTI” DI ALEXANDER McCALL SMITH

  1. growingupfra ha detto:

    Anni fa presi questo libro in prestito dalla mia biblioteca di quartiere, attratta dal titolo che ha un suo perché. Due giorni e una cinquantina di pagine dopo lo riportai indietro, così, senza finirlo… Tanto intrigante il titolo, quanto deludente il contenuto :/

    Piace a 1 persona

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