RECENSIONE DI… “LA STRADA” DI CORMAC McCARTHY


Salve lettori,  in questo sabato di metà settembre sono qui per parlarvi di un romanzo che desideravo leggere da tanto tempo, che, tuttavia, non ha soddisfatto pienamente le mie aspettative. Mi riferisco a “La strada” di Cormac McCarthy (Einaudi).

In un mondo ridotto a un accumulo di macerie, dove la vita sembra essere scomparsa, un uomo e un bambino fuggono in direzione dell’oceano. Non hanno pressoché nulla con loro, solo un carrello del supermercato con un po’ di cibo, un telo di plastica per proteggersi dalla pioggia e una pistola per difendersi dai predoni. Il loro percorso è una vera e propria lotta per la sopravvivenza.

“Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare.”

Leggendo questo romanzo si ha l’immediata percezione di trovarsi in un contesto in sospeso. Non vi è nulla di concreto, tutto è astratto. L’atmosfera è cupa, l’aria pesante, non vi è posto per le emozioni, le paure, bisogna agire subito se si è intenzionati a salvarsi.

In questo contesto si muovono due esseri umani: un padre e un figlio uniti da una profonda complicità e da un unico grande scopo. Di loro non si sa molto, non sono presenti descrizioni fisiche né psicologiche. Si intuisce la forte determinazione, l’affetto, il desiderio di raggiungere lo scopo a ogni costo. Il rapporto padre/figlio raggiunge un livello di altissima complicità. L’essere soli circondati dall’ignoto, trovarsi in un ambiente dilaniato dove non ci si può fidare di nessuno li porta a trovare l’uno il conforto nell’altro, a imparare qualcosa l’uno dall’altro.

Lo stile dell’autore rispecchia appieno il senso di precarietà del quale il romanzo (privo di capitoli) è intriso. La prosa è caratterizzata da frasi brevi, essenziali, dal ripetere spesso il termine “strada” e dall’uso del discorso indiretto libero.

Il coinvolgimento emotivo da parte del lettore risulta, a mio parere, altalenante. Da una parte vi è la naturale curiosità di scoprire se e quando i due troveranno la salvezza, dall’altra si fa fatica a seguire il percorso compiuto a causa della totale assenza di riferimenti.

Un romanzo diverso, forte e complesso. Una lettura tetra e angosciante.

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La strada

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

2 pensieri su “RECENSIONE DI… “LA STRADA” DI CORMAC McCARTHY

  1. beasley_la_bestia ha detto:

    L’assenza di riferimenti, per quanto ricordi (letto dieci anni fa), è voluta. Non c’è da andare da A a C passando per B. Ogni luogo è uguale all’altro, è una maceria, non ha nome, non esiste più. Anche il linguaggio volutamente stringato e laconico (ben diverso da quello sfaccettato e ricco di Suttre) — come peraltro dici — serve secondo me a dare una profondità al mondo decadente, silenzioso e privato di bellezza in cui padre e bambino si muovono.

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