RECENSIONE DI… “SE POI ME NE PENTO? LA MIA VITA A TRENT’ANNI” DI LAURA C


Salve lettori, in questo ultimo mercoledì di ottobre ho deciso di parlarvi di un romanzo che definirei “psico-pedagogico” in quanto pone luce su una problematica che non può e non deve essere ignorata. Mi riferisco a “Se poi me ne pento? La mia vita a trent’anni” di Laura C. (Pubblicazione indipendente). Ringrazio l’autrice per avermi inviato una copia ebook.

Laura ha trent’anni ma la sua vita somiglia a quella di una persona col doppio dei suoi anni. La giovane, infatti, non esce mai di casa, rifugge qualunque contatto sociale, trascorre le giornate in pigiama e prova una forma di amore platonico nei confronti di Geb, il suo cantante preferito, come se fosse un’adolescente. Un sabato mattina mentre è di ritorno dalla spesa settimanale, un ragazzo le dice di essere uno psicologo giunto da lei con l’intento di proporle una terapia a punti per ritrovare se stessa. Laura rimane spiazzata, quel ragazzo è identico a Geb! Inaspettatamente decide di fidarsi di lui.

“Non ti illuderò, il “per sempre felici e contenti” è un’utopia che esiste soltanto nelle fiabe, ma devi imparare a conquistare giorno per giorno il tuo benessere, ridimensionando i pensieri nocivi.”

Punto di forza di questo romanzo è la componente psicologica della quale è intriso. La protagonista è una ragazza qualunque alle prese con una problematica reale e, purtroppo, molto diffusa tra la popolazione. Laura ha scelto di non vivere la sua vita ma di guardarla dall’esterno. Ha scelto di rintanarsi in casa per cercare la protezione dal mondo esterno, i ricordi sono diventati il suo presente e il contatto con il genere umano è stato ridotto al minimo. Ovviamente la giovane non ha amici poiché non riesce a integrarsi con le abitudini dei suoi coetanei, solo la sua migliore amica le è rimasta a fianco ed è l’unica che nonostante tutto continua a spronarla. Il tunnel nel quale Laura è precipitata è apparentemente senza via di uscita: il pigiama ha sostituito i vestiti, i cimeli dell’infanzia hanno creato un falso mondo, la presenza della madre premurosa rappresenta l’unico punto di riferimento.

Incontrare “Geb”, l’intrigante psicologo, rappresenta una mano tesa. Laura ha bisogno di aiuto ma da sola non avrebbe mai trovato la forza per intraprendere un percorso duro ed esaltante insieme. La sua sarà una vera e propria rieducazione fatta di prove da superare, gesti comuni dei quali Laura sembra aver dimenticato l’esistenza.

Lo stile dell’autrice è semplice e fluido. Nella sua prosa vi è ironia, leggerezza ma anche malinconia ed espressione di una condizione di disagio.

Tutti gli stati d’animo della protagonista si riversano sul lettore che diviene quasi un suo prolungamento.

Un romanzo che vuole mettere in luce una condizione di disagio espressione del nostro tempo dove gli eventi corrono e non tutti riescono a tenerne il passo. Una lettura aperta alla riflessione e alla discussione poiché a tutti potrebbe capitare di essere o imbattersi in Laura.

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Se poi me ne pento?: La mia vita a trent’anni

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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