RECENSIONE DI… “C’ERA UNA VOLTA ADESSO” DI MASSIMO GRAMELLINI


Salve lettori, archiviate le feste natalizie e riposti gli addobbi negli scatoloni, riprendono le recensioni “ordinarie”. Ho pensato di iniziare con un romanzo incentrato su una problematica tristemente attuale con la quale ogni giorno ci fronteggiamo. Mi riferisco a “C’era una volta adesso” di Massimo Gramellini (Longanesi).

Mattia è un bambino come tanti che durante la primavera del 2020, alla tenera età di nove anni, si trova da un momento all’altro confinato in casa a causa di un virus che sta tenendo sotto scacco l’intero pianeta. La quotidianità viene stravolta e attraverso gli occhi di un bambino quanto sta accadendo nel mondo – e in particolare a Milano in un condominio di righiera – assume una connotazione talora fantasiosa. A rendere ancora più difficile la situazione è il ritorno nel nucleo familiare di Andrea, padre di Mattia, col quale il bambino non è mai andato particolarmente d’accordo.

“Non ero solo. Tutto il mondo affrontava la stessa prova. Qualcuno ne approfittò per cambiare. Qualcun altro non ci riuscì.”

Marzo 2020 sarà ricordato negli annali come il momento in cui il mondo si è fermato. Tutti siamo stati costretti ad abituarci a trasferire il nostro universo quotidiano tra le mura domestiche e grazie alle moderne tecnologie abbiamo scoperto una nuova forma di socialità ben lontana dagli abbracci e dalle serate fuori ai quali eravamo abituati. Se questo improvviso cambiamento ha sconvolto le esistenze degli adulti, figurarsi quelle dei bambini, obbligati a rinunciare alla scuola e agli amici.

Protagonista di questo romanzo è Mattia, un bambino di nove anni, perspicace e simpatico. Vive insieme alla madre e alla sorella Rossana a una scala di distanza dalla nonna dalla quale improvvisamente deve stare lontano perché i contatti extrafamiliari non sono ammessi.

Andrea, suo padre, è una figura poco presente nella sua vita. L’uomo vive a Roma con la sua nuova fidanzata e lo sconcerto è enorme quando durante la clausura forzata questi tornerà a far sentire il suo ruolo genitoriale.

È proprio durante le lunghe giornate trascorse in solitudine con la sola compagnia dei vicini che cantano sui balconi che padre e figlio avranno la loro seconda occasione per conoscersi e comprendersi, segno evidente che spesso dalle situazioni negative si può cogliere un’essenza di positività.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. La narrazione è condotta dal punto di vista di Mattia che a distanza di anni narrerà quegli avvenimenti ai suoi nipoti alternando momenti difficili e immagini che resteranno per sempre nella memoria comune ai piccoli eventi quotidiani, alcuni dei quali particolarmente simpatici e ironici.

Il coinvolgimento da parte del lettore è davvero ampio, è impossibile non immedesimarsi in Mattia poiché i suoi pensieri sono specchi di quelli che ognuno di noi ha avuto durante quelle lunghe giornate dominate dal mantra “Andrà tutto bene”, dalle mascherine introvabili, dai gel igienizzanti, dal bollettino delle 18 e dalle corse al supermercato per fare scorta di prodotti.

Un romanzo che affronta un tema contemporaneo con estrema delicatezza. Una lettura che vuole essere un faro su quello che è stato e che è ancora oggi.

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C’era una volta adesso

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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