RECENSIONE DI… “LA SCOPERTA DI VIVIAN DALTON” DI GRETCHEN BERG


Salve lettori, in questi primi giorni di marzo in cui un po’ tutti stiamo discutendo di musica e canzoni, sono qui per parlarvi di un romanzo verso il quale nutrivo molta curiosità considerato il contesto nel quale è ambientato, ma che, purtroppo, non è riuscito a conquistarmi. Mi riferisco a “La scoperta di Vivian Dalton” di Gretchen Berg (Rizzoli). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

America, anni ’50. Vivian Dalton lavora presso la Ohio Bell, compagnia telefonica di Wooster, il suo compito è quello di connettere chiamate e mettere in comunicazione persone. Desiderosa di conoscere il prossimo, Vivian spesso origlia le chiamate, dopotutto in un piccolo paese di provincia tutti si conoscono e l’arte del pettegolezzo è largamente praticata. Lo stupore della donna sarà enorme quando un giorno si renderà conto che la conversazione telefonica che sta origliando verte proprio su di lei e riguarda qualcosa che lei non avrebbe mai potuto immaginare.

“Origliare è un’arte sottile, insidiosa come un segreto.”

Quando i telefoni non erano ancora presenti in ogni casa, fondamentale era l’operato delle centraliniste che si occupavano di smistare telefonate più o meno importanti con l’implicito dovere morale di non farsi vincere dalla curiosità. Il comportamento di Vivian è, in questo senso, condannabile anche se, a sua discolpa, si potrebbe affermare che è difficile resistere alla tentazione di scoprire dettagli sui propri compaesani, specie se alcuni di questi non sono particolarmente simpatici.

Vivian è una donna umile: si è sposata in giovane età con Edward, ha una figlia adolescente che studia ottenendo ottimi risultati e due sorelle con le quali non è in buoni rapporti. Amante delle riviste di cinema e spettacolo, Vivian si ritrova, suo malgrado, a essere protagonista di una di quelle storie che troverebbero spazio proprio in quel genere di rivista. Cosa fare quando le certezze di una vita vacillano? Quando si diventa estranei con le persone che si credeva di conoscere bene? Vivian decide di scendere in prima linea e di saperne di più ed è pronta anche a stare male pur di svelare la verità.

Accanto alle vicende di Vivian trovano spazio quelle di altri personaggi della cittadina con altrettante rivelazioni e scoperte. Nonostante lo stile della prosa sia semplice e fluido, il romanzo, a mio parere, non riesce a suscitare la piena empatia da parte del lettore a causa della presenza di più storie da seguire, con altrettanti personaggi, e di un ritmo in alcuni momenti piuttosto lento.

Un romanzo intriso di una malinconica ironia. Una lettura con delle ottime basi di partenza ma che, secondo me, non riesce a brillare.

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La scoperta di Vivian Dalton

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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