RECENSIONE DI… “ORLANDO” DI VIRGINIA WOOLF


Salve lettori, in questo secondo sabato di maggio sono qui per parlarvi di un romanzo classico molto interessante, pur nella sua complessità. Mi riferisco a “Orlando” di Virginia Woolf (la mia copia è edita Newton Compton editori).

Orlando, giovane inglese appartenente a una famiglia agiata, riesce a entrare nella corte della regina Elisabetta. Di spiccato interesse nei confronti della cultura, amante della scrittura e dei sentimenti si lascia andare a numerose relazioni e viaggi sino a quando si risveglia donna. Inizia, all’età di trent’anni, la seconda parte della sua vita dove il suo nuovo ruolo si scontra con l’evolversi della storia e della società.

“Molto tempo prima che avesse cessato di pensare all’Amore […] l’Ambizione l’aveva cacciata dal campo, sostituita a sua volta dall’Amicizia e dalla Letteratura.”

Definito dalla stessa autrice “Libriccino”, pubblicato per la prima volta nel 1928, “Orlando” si configura come una sorta di biografia romanzata a tratti parodica, lontana dal concetto di romanzo al quale siamo abituati.

Innanzitutto colpisce l’arco temporale nel quale le vicende si svolgono: dall’era elisabettiana al novecento. Come può dunque un personaggio, per quanto egli rappresenti il frutto della creazione letteraria, vivere ben trecentocinquant’anni?

Il personaggio di Orlando da una parte rappresenta l’alter ego di Vita Sackville-West, legata alla Woolf per vent’anni, dall’altra può essere identificato in chiave metaforica.

Sono numerosi i temi affrontati nell’opera tra i quali spiccano il doppio, lo scorrere del tempo, l’amore per la scrittura e per i viaggi, le tante sfaccettature dell’identità e il rapporto tra i sessi facendo, in un certo senso, venir meno la rigidità dell’essere un uomo o una donna per dedicarsi a determinate attività.

Sia quando è uomo sia quando è donna Orlando considera come punto focale della sua esistenza le passioni. Vuole scrivere e continua a farlo, vuole innamorarsi per non restare solo e intesse relazioni più o meno complicate e non gli importa delle convenzioni sociali o dei giudizi degli altri.

I contesti storici nei quali l’esistenza di Orlando si snoda sono ricreati nei dettagli attraverso riferimenti ai monarchi, alla vita di corte e alle nuove abitudini quotidiane. Lo stile della prosa non è semplice, la Woolf si lascia andare ad alcuni suoi celebri flussi di coscienza e a digressioni.

Un classico complesso e interessante che si apre a numerose interpretazioni, personalmente consiglio di proseguire la lettura con “Una stanza tutta per sé” dove l’autrice riprende il tema della scrittura femminile (potete trovarne la recensione QUI).

 

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Orlando. Ediz. integrale

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

4 pensieri su “RECENSIONE DI… “ORLANDO” DI VIRGINIA WOOLF

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