RECENSIONE DI… “IL PICCOLO NEGOZIO DEL LIETO FINE” DI ALI McNAMARA


Salve lettori, in questa caldissima mattinata (almeno qui in Puglia) ho deciso di parlarvi del nuovo romanzo di un’autrice che adoro, della quale aspetto le nuove opere con grande trepidazione. Mi riferisco a “Il piccolo negozio del lieto fine” di Ali McNamara (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Kate assieme a sua figlia Molly hanno deciso di stabilirsi nella città portuale di St Felix dove la donna ha aperto una merceria i cui affari vanno a gonfie vele. La sua tranquilla esistenza subisce uno scossone quando un giorno, dopo aver sistemato in vetrina una vecchia macchina da cucire, la donna trova dei ricami apparsi dal nulla. Com’è possibile? Ad aiutarla sarà Jack, proprietario di un negozio di articoli artistici, il quale dopo aver collocato un vecchio cavalletto troverà dei dipinti. I due decideranno di capirne di più e si renderanno ben presto conto che le loro esistenze sembrano essere molto simili a quelle del pittore Arty e della creatrice di abiti Clara, vissuti in quello stesso luogo negli anni ’50.

“Certe cose qui non sempre si possono spiegare, ma di solito accadono solo a persone che hanno bisogno di aiuto o di aiutare qualcun altro.”

Con grandissimo piacere Ali McNamara fa tornare i suoi lettori nella cittadina di St Felix con i suoi paesaggi marini idilliaci che ben si sposano con la stagione estiva. In questo suo ultimo romanzo oltre a essere presente la componente romance e un certo senso di mistero, è affrontata una tematica sociale molto complessa: la disabilità.

Jack, infatti, ex veterano dell’esercito, è costretto su una sedia a rotelle a seguito della perdita degli arti inferiori. Pagina dopo pagina emergono la sua personalità fragile e decisa al tempo stesso, quel senso di inadeguatezza e di “inferiorità” che lo fanno sentire diverso dagli altri, gli errori che spesso anche inconsapevolmente si commettono quando ci si approccia con una persona affetta da disabilità. Frequenti sono gli sbalzi di umore dell’uomo, costantemente in bilico tra l’oggettività del suo stato e i sentimenti che lo pervadono.

Personalmente ho molto apprezzato il personaggio di Kate, mamma single con una relazione difficile alle spalle che è riuscita a reinventarsi partendo da zero. La donna, pur sapendo tirare fuori gli artigli quando è necessario, ha un innato senso di protezione nei confronti del prossimo (sia esso sua figlia o lo stesso Jack) e una dolcezza che la rendono, agli occhi del lettore, immediatamente empatica.

La trama è ben curata nei dettagli e davvero originale risulta la trovata narrativa di utilizzare ricami e dipinti apparsi misteriosamente come “finestra” per affacciarsi sul passato. Lo stile semplice ed efficace e un intreccio ricco di sorprese appassionano il lettore e lo spingono a volerne sapere sempre di più.

Un romanzo piacevole con qualche piccola incursione da parte di personaggi già conosciuti nei precedenti romanzi ambientati a St Felix. Una lettura che lascia da parte i personaggi maschili “perfetti” propri dei romanzi rosa e consegna una vicenda ricca di momenti lieti e bui proprio com’è la vita reale.

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Il piccolo negozio del lieto fine

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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