RECENSIONE DI… “LA SPIAGGIA SEGRETA” DI KAREN SWAN


Salve lettori, torna quest’oggi l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

Immagine libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta.

Questa mattina vi parlo di un romanzo dalle tematiche complesse, che, purtroppo, mi ha un po’ deluso. Mi riferisco a “La spiaggia segreta” di Karen Swan (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia.

La giovane Bell dopo aver vissuto un periodo difficile e doloroso, sembra aver ritrovato la serenità lavorando come baby sitter presso una benestante famiglia di Stoccolma. Il suo compito è infatti quello di badare a Linus di dieci anni e alle piccole Elise e Tilde di tre anni. Una mattina, mentre sono pronti per uscire di casa, suona il telefono. Bell risponde e resta senza parole: dall’altra parte della cornetta una dottoressa chiede di riferire ad Hanna, la sua datrice di lavoro, che suo marito si è svegliato dal coma dopo sette anni. Com’è possibile se Max, il marito di Hanna, è appena uscito per andare a lavoro? Quale segreto nasconde l’apparente famiglia perfetta?

“Senza di loro, lui che aveva sempre avuto tutto, non aveva più niente.”

Talvolta è sufficiente un attimo per sconvolgere l’esistenza di un’intera famiglia. È questo il concetto sul quale si fonda l’intreccio narrativo, un “ritorno” inaspettato che crea scompiglio in un equilibrio ormai consolidato.

Bell si ritrova a essere, suo malgrado, più coinvolta nelle vicende di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Sì, perché lei non è solo la tata ma si considera quasi un componente della famiglia. Nell’arco dell’estate assisterà a profondi mutamenti, quasi come se il suo ruolo fosse diventato quello di porsi tra i due fuochi provando la via della mediazione.

Hanna, Max ed Emil rappresentano i tre vertici di un triangolo fatto di rivalità e screzi che affondano le loro radici nel passato. Se da una parte Max ha ridato ad Hanna la stabilità, dall’altra Emil è colui che, grazie alla sua ricchezza, l’ha viziata. Scissa tra l’affetto che prova per entrambi, la donna vive momenti di confusione che andranno inevitabilmente a influenzare la stessa Bell, la quale, già psicologicamente fragile, non può che sentire su di sé tutte queste vibrazioni negative.

Mentre lo stile della prosa è semplice e diretto, il ritmo della narrazione, secondo me, risulta piuttosto altalenante. Dopo una prima parte incalzante, si appiattisce notevolmente per tornare a essere incalzante nel finale, di conseguenza a rimetterci, a mio parere, è il coinvolgimento emotivo da parte del lettore che attraversa una fase di stasi.

Un romanzo ricco di segreti e tradimenti. Una lettura che in alcuni momenti narrativi è in grado di lasciare a bocca aperta.

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La spiaggia segreta

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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