RECENSIONE DI… “LETTERE D’AMORE DA MONTMARTRE” DI NICOLAS BARREAU


Salve lettori, avete approfittato di qualche promozione estiva legata ai nostri adorati libri? Vi pongo questa domanda perché il romanzo del quale sto per parlarvi appartiene proprio a una di queste.  Mi riferisco a “Lettere d’amore da Montmartre” di Nicolas Barreau (Feltrinelli).

Julien Azoulay è uno scrittore di commedie romantiche di successo. La sua vita scorre serena assieme alla moglie Hélène e al figlioletto Arthur fino a quando la morte della moglie a soli trentatré anni lo getta in un profondo senso di sconforto e dolore. Prima che la sua amata lo lasciasse, le ha promesso di soddisfare il suo ultimo desiderio: scriverle trentatré lettere. Julien inizia così a narrare la sua nuova vita riga dopo riga e puntualmente inserisce ogni busta in un vano apposito creato nella lapide della donna sepolta nel cimitero di Montmatre, fino a quando, un giorno, si renderà conto che le lettere vengono via via sostituite da piccoli regali e “segni”. Chi è stato a compiere tali gesti? Possibile che si tratti della sua amata o qualcuno ha scoperto il suo segreto e si sta prendendo gioco di lui?

“Non siamo mai preparati alla felicità o all’amore. Eppure entrambi sono sempre dietro l’angolo.”

Accettare la perdita della persona amata non è mai facile specie se ci si ritrova con un bambino di quattro anni da crescere.

Julien ha perso il suo faro, per lui Hélène era tutto e all’improvviso la magia della loro vita insieme si è dissolta. È un uomo inconsolabile, distrutto, ferito, incapace di andare avanti, di tornare a vivere e di lavorare poiché come può un uomo stravolto dal dolore scrivere romanzi nei quali l’amore trionfa? Nella sua vita non c’è posto per la felicità, per un sorriso, figurarsi per l’amore. Pur consapevole di quanto questo suo atteggiamento faccia soffrire suo figlio, Julien non riesce a migliorare la propria condizione o a reagire. Si trascina in una non vita giorno dopo giorno, l’unico contatto con la “realtà” è rappresentato dal cimitero nel quale è sepolta la sua amata.

È proprio il cimitero di Montmatre, lì dove sono sepolti personaggi illustri, a essere il punto focale della narrazione. Un luogo simbolo di morte può diventare la culla di una nuova possibilità? È questa la domanda che Barreau si pone e indirettamente rivolge al lettore. Tra lapidi, statue antiche e turisti Julien avrà la possibilità di comprendere quanto sia importante mantenere un legame col passato e allo stesso tempo quanto conti restare vivi poiché essere sopravvissuti a chi si ama non è una colpa.

Lo stile della prosa è semplice, diretto ed efficace. L’autore trasporta il lettore in un ambiente per certi versi alieno ma simbolo della precarietà dell’esistenza umana e da qui fa ripartire Julien. Ottimi sono gli scorci di Montmatre che creano una suggestiva cornice alla narrazione e contribuiscono a rendere il lettore parte della vicenda.

Un romanzo ricco di magia e dolcezza. Una lettura che unisce alla tristezza un grande sentimento di speranza.

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Lettere d’amore da Montmartre

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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