RECENSIONE DI… “LA SIGNORA DI WILDFELL HALL” DI ANNE BRONTË


Salve lettori, in questo venerdì di metà settembre sono qui per parlarvi di un romanzo classico della letteratura inglese che affronta problematiche ancora tristemente attuali. Mi riferisco a “La signora di Wildfell Hall” di Anne Brontë (la mia copia è edita Newton Compton editori).

Nella comunità di Wildfell Hall arriva Helen Graham. La donna attira subito su di sé i pettegolezzi della gente in quanto si è trasferita lì in una angusta casa di campagna in compagnia del figlio senza che al suo fianco ci sia alcun uomo. Tali commenti giungono anche alle orecchie di Gilbert Markahm, un gentiluomo dall’animo sensibile che cerca di stare vicino alla donna e di capire quali misteri ruotano attorno al suo personaggio.

“Chi non osa afferrare le spine non dovrebbe mai desiderare la rosa.”
Pubblicato nel 1848, il romanzo affronta tematiche per certi versi “scandalose” considerando il modello di società e la concezione della donna dell’epoca.

Helen, sin dal primo momento, sfida le convenzioni sociali scegliendo di sposare l’uomo che ha scelto e del quale si è innamorata andando contro a ciò che gli altri volevano per lei. Quando si renderà conto che suo marito è ben lontano dall’immagine che ha dato di sé, Helen cela lo sconforto dietro una grande determinazione, atteggiamento, questo, ben lontano da quello tipico delle donne dell’epoca. Intelligente e forte, non esita a ricominciare da sé e da suo figlio pur sapendo quanto il mondo non sia pronto per tali atteggiamenti indipendenti. È vero, specie nelle prime pagine del romanzo appare come una donna fredda e distante, tuttavia, man mano che la narrazione procede e gli eventi si susseguono ci si rende conto di quanto questo suo atteggiamento sia una forma di protezione.

Gilbert è dal primo momento profondamente attratto dalla donna. Di animo sensibile svilupperà nei suoi confronti una forma di amore continuamente destinata a scontrarsi con le dicerie che circolano per il paese.

Gli eventi sono narrati attraverso un duplice punto di vista. Inizialmente è Gilbert a raccontare le sue vicissitudini e gli incontri con la donna successivamente sarà il diario di Helen a proseguire la narrazione per poi tornare, nel finale, a essere Gilbert la voce narrante. Lo stile della prosa è diretto e asciutto, anche questo, in un certo senso, in contraddizione con l’epoca e il lettore riesce a essere sempre coinvolto dalle vicende in quanto in esse vede una certa contemporaneità.

Un romanzo che narra quello che accade dopo il matrimonio e che, purtroppo, non sempre è sinonimo di felicità. Una lettura che presenta un’eroina diversa, lontana anni luce dal mondo dei balli e dei bei vestiti ma estremamente “di carattere”.

 

ACQUISTA

La signora di Wildfell Hall (eNewton Classici)

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

4 pensieri su “RECENSIONE DI… “LA SIGNORA DI WILDFELL HALL” DI ANNE BRONTË

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