RECENSIONE DI… “ANNABELLA ABBONDANTE – LA VERITÀ NON È UNA CHIMERA” DI BARBARA PERNA


Salve lettori, questo pomeriggio sono qui per parlarvi di un giallo italiano verso il quale nutrivo alte aspettative che purtroppo non è riuscito a convincermi pienamente. Mi riferisco a “Annabella Abbondante – la verità non è una chimera” di Barbara Perna (Giunti).

Il giudice civile Annabella Abbondante, taglia 48 e una grande passione per i dolci e la caffeina, è davvero intransigente sul lavoro. Empatica di natura e attenta ai bisognosi di aiuto si ritrova coinvolta a investigare in incognito sulla scomparsa di Francesco Santangelo dall’istituto psichiatrico in cui si trovava. Il caso che si dipana dinanzi ai suoi occhi è alquanto complesso: l’immobile che lei aveva messo all’asta viene incendiato e al suo interno si rinvengono resti umani. A chi appartengono? Annabella Abbondante è desiderosa di risolvere l’enigma.

“Annabella Abbondante, giudice zelante, si impegna a preparare due ruoti della sua famosissima pasta al forno e di invitarvi tutti a cena a casa sua per dopo domani.”

Nell’Olimpo delle figure femminili detective si aggiunge Annabella Abbondante, un personaggio con caratteristiche proprie che la rendono a suo modo unica.

Annabella Abbondante è una donna determinata, che ha costruito la propria carriera lontano da casa. I casi gialli l’hanno da sempre appassionata per questo non perde occasione d’indagare. Sul fronte della vita privata, invece, le cose non sono affatto facili poiché non solo non è riuscita a trovare la persona giusta ma avverte su di sé la pressione della famiglia di origine, desiderosa di conoscere le novità, e della sorella, la quale ostinatamente continua a organizzarle appuntamenti al buio.

Accanto al giudice rivestono un ruolo di rilievo il fedele cancelliere Paolo, il commissario Nicola Carnelutti e l’amica Alice Villani di Altamura. Ognuno di questi contribuisce alla risoluzione del caso oltre che ad alimentare la trama “extra giallo”.

Nonostante il caso da risolvere sia nel complesso ben costruito e lo stile semplice, a mio parere, il romanzo non riesce ad attirare l’attenzione del lettore come meriterebbe a causa dei tanti particolari che si susseguono sulla vita della protagonista, degli stereotipi disseminati qui e là oltre che a causa del ritmo narrativo altalenante – soprattutto nella parte centrale dove ci si focalizza sulla vita privata della donna – e della comicità volutamente forzata.

Un romanzo con dell’ottimo potenziale che, secondo me, non riesce a sfruttare pienamente.

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Annabella Abbondante La verità non è una chimera

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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