RECENSIONE DI… “STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA” DI ELENA FERRANTE


Salve lettori, eccoci giunti al terzo appuntamento con “L’amica geniale GDL” (lo trovate QUI). Questo mese abbiamo letto il terzo volume della serie “Storia di chi fugge e di chi resta” di Elena Ferrante (edizioni e/o).

Lila ed Elena sono ora due donne adulte alle prese con nuovi problemi, inserite in un contesto sociale – quello degli anni ’70 – in continua evoluzione, ricco di tensioni politiche. Lila è rimasta a Napoli, lavora in fabbrica, ne patisce tutte le conseguenze, mentre la sua fervida intelligenza non smette di interessarsi al mondo che cambia. Elena si è trasferita a Firenze assieme al marito Pietro, lì ha creato una famiglia e lì ha visto tutte le sue aspirazioni di ragazzina pian piano affievolirsi. A legarle è l’amicizia di sempre, con i soliti alti e bassi, periodi di silenzi alternati a confidenze.

“Diventare. Era un verbo che mi aveva sempre ossessionata, ma me ne accorsi per la prima volta solo in quella circostanza. Io volevo diventare, anche se non avevo mai saputo cosa. Ed ero diventata, questo era certo, ma senza un oggetto, senza una vera passione, senza un’ambizione determinata. Ero voluta diventare qualcosa – ecco il punto – solo perché temevo che Lila diventasse chissà chi e io restassi indietro. Il mio diventare era diventare dentro la sua scia. Dovevo ricominciare a diventare, ma per me, da adulta, fuori di lei.”

Lasciare la propria terra e fondare nuove radici lontano oppure restare fedelmente lì dove si è cresciuti? Da questo dilemma si snoda il terzo volume della serie della Ferrante.

Elena e Lila sono cambiate e sono costrette a fronteggiarsi con nuove realtà. Da una parte Lila, ora madre separata, deve badare al figlio e alla sua salute, dall’altra Elena, la moglie del professore di agiata famiglia, potrebbe avere tutto ma, in pratica, non riesce a concretizzare nulla. Lila cerca di rivalutare la propria condizione proletaria con il desiderio di conoscere, di riscattarsi, di dimostrare a chiunque che lei, pur continuando a vivere al rione, è riuscita a realizzare qualcosa. Elena non riesce a muovere i propri passi, vive all’ombra del marito, di fatto si dedica esclusivamente alla casa e alla famiglia proprio come accade alle donne del territorio che ha lasciato. Cosa è valso allora fuggire a migliaia di chilometri?

Accanto alle vicende delle due amiche si snodano quelle della società. Negli anni ’70 l’Italia ha attraversato un momento ricco di tensioni politiche e sociali. Episodi di guerriglia, lotte contro le condizioni di lavoro in fabbrica, fino al femminismo, sono questi gli eventi che occupano gran parte del volume, i quali andranno inevitabilmente a influire sulle esistenze delle due protagoniste.

La libertà tanto desiderata da entrambe trova, tra queste pagine, solide basi. Entrambe, infatti, a loro modo, cercheranno di porre le fondamenta per costruire quella vita che ormai per tutti noi è ovvia.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. Le vicende sono narrate alternando il discorso diretto all’indiretto libero con un ritmo serrato che permette al lettore di seguire avidamente la vicenda.

Un terzo capitolo di serie che preannuncia una conclusione ricca di sorprese.

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Storia di chi fugge e di chi resta

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

LA SERIE:

L’amica geniale  #1;

Storia del nuovo cognome #2

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