RECENSIONE DI… “QUEL CHE LA MAREA NASCONDE” DI MARÍA ORUÑA


Salve lettori, in questo giovedì di settembre dal sapore ancora estivo, sono qui per parlarvi di un romanzo molto interessante e completo sotto tutti i punti di vista. Mi riferisco a “Quel che la marea nasconde” di María Oruña (Ponte alle Grazie). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

Judith Pombo, donna in carriera, presidente del tennis club di Santander, una città a nord-ovest della Spagna,viene ritrovata morta in una cabina della galetta sulla quale doveva svolgersi una cena di gala. A stupire è il fatto che tale cabina risulta chiusa dall’interno. A seguire le indagini sarà il tenente della Guardia Civil Valentina Redondo, una donna che sta attraversando una fase esistenziale alquanto complessa. Risolvere il giallo si rivelerà più difficile del previsto in quanto tutti i presenti (e maggior indiziati) hanno almeno un valido motivo per aver commesso l’omicidio.

“Quando tutti i progetti si infrangono, quando l’amore finisce e comprendi che niente sarà più lo stesso, è allora che ti imbarchi in un solitario viaggio verso l’abisso. È una caduta inarrestabile e silenziosa. Non vuoi nessuno che ti aiuti ad alzarti perché credi di stare meglio nell’oscurità, come se fossi ormai al sicuro nel tuo personale incubo quotidiano.”

Primo libro pubblicato in Italia con protagonista la detective Redondo, si configura sin dalle primissime pagine come un thirller psicologico ben costruito. L’opera omaggia i classici gialli della “camera chiusa”, dove non vi è traccia dell’assassino né dell’arma del delitto, e, più in generale, la tradizione del genere come si evince dalle citazioni che aprono ciascuno capitolo tratte dai romanzi più famosi dei grandi maestri.

Valentina Redondo è una donna attenta e determinata sul lavoro ma in balìa di una profonda crisi nella quale è piombata a seguito di un evento traumatico che le ha provocato una profonda ferita fisica e psicologica. Immergersi nel lavoro rappresenta per lei un ottimo sistema per mettere momentaneamente in stand by i problemi che l’affliggono, anche se il caso sul quale è chiamata a investigare sembra mettere sempre più a dura prova le sue capacità investigative e il suo sistema nervoso.

Judith Pombo, la vittima, è una donna severa, realizzata, che non sta particolarmente simpatica a moltissima gente. Per quale motivo si è chiusa nella cabina della galetta? Quale motivo ha spinto il suo assassino a ucciderla?

Pagina dopo pagina si conoscono sempre più le due donne protagoniste assieme ai numerosi personaggi che compongono l’intreccio, tutti attivi, mai messi sullo sfondo, tutti potenziali perfetti assassini.

Lo stile della prosa semplice, fluido, scorrevole e il ritmo sempre incalzante rendono il romanzo di agevole lettura e fanno sentire il lettore parte della vicenda, protagonista di una sfida rompicapo.

Un romanzo interessante, che affronta anche il delicato tema dell’accettazione del dolore. Una lettura capace di sorprendere coi suoi tanti colpi di scena.

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Quel che la marea nasconde

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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