RECENSIONE DI… “I SETTE MARITI DI EVELYN HUGO” DI TAYLOR JENKINS REID


Salve lettori, in questa prima domenica dal sapore autunnale, sono qui per parlarvi di un romanzo molto famoso sul web che si è rivelato, per me, una piacevole scoperta. Mi riferisco a “I sette mariti di Evelyn Hugo” di Taylor Jenkins Reid (Mondadori).

Monique Grant è una reporter semisconosciuta che collabora con una testata. Evelyn Hugo è una diva di Hollywood che in passato ha raggiunto una grande popolarità tanto da diventare una sorta di leggenda vivente. Per lei è arrivato il momento di raccontare tutta la verità e lo farà parlando con Monique alla quale ha intenzione di affidare un importante progetto: scrivere la sua biografia. Per quale motivo lei che avrebbe potuto parlare con i più importanti giornalisti ha scelto una giovane poco quotata? Monique, incredula, incontra la donna e ascolta la sua storia, quella dei suoi sette matrimoni e di un grande segreto amore. Man mano che i giorni passano, la giovane giornalista sentirà di essere sempre più vicina alla grande diva fino a quando apparirà ben chiaro quanto le loro vite siano destinate a essere legate.

“Puoi decidere che fama e ricchezza non valgono nulla solo quando le hai.”

Dietro un grande personaggio vi è spesso una persona infelice o problematica. Evelyn Hugo non fa eccezione.

Grande diva del cinema dagli anni ’50 agli anni ’80 è partita da zero, inventando letteralmente il suo personaggio. Grazie alla sua bellezza, al talento e ad alcuni incontri giusti, è riuscita a raggiungere quella vetta che un po’ tutti sognano. Ma a quale prezzo? Ed ecco che il personaggio lascia il posto alla persona e la vera Evelyn sale in superficie. La diva ha una personalità complessa, soffre molto, ma, allo stesso tempo, fa soffrire, suscita insieme ammirazione e disprezzo. Fedele alle proprie idee, non esita a sacrificare quanto ha di più caro pur di non venir meno a quello che è diventato il punto di forza del suo personaggio. La donna irresistibile, che fa cadere gli uomini ai suoi piedi, fa continuamente a pugni con una fragilità sempre presente e una vera natura che, per forza di cose, deve tenere necessariamente nascosta.

Il personaggio di Monique rimane pressoché sullo sfondo. La si conosce all’inizio della narrazione, nella parte centrale si limita ad ascoltare il racconto di Evelyn per poi divenire dinamica nel finale.

Numerosi sono i riferimenti alla storia sociale americana, alle problematiche che stavano prendendo piede con sempre maggiore insistenza, alle lotte per rivendicare la propria libertà sessuale.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole e i personaggi appaiono tutti ben caratterizzati e reali con i loro pregi e difetti. Grandissima parte del romanzo è narrata al passato attraverso i racconti dei diversi matrimoni e delle pene d’amore che Evelyn ha vissuto. Lo sviluppo narrativo è piuttosto statico, ma non per questo il ritmo può considerarsi lento, anzi, è presente una grande dinamicità negli sviluppi e nelle rivelazioni che incuriosiscono il lettore.

Un romanzo ben costruito e assolutamente apprezzabile. Una lettura ricca di amore, sbagli e capacità di accettare se stessi.

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I sette mariti di Evelyn Hugo

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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