RECENSIONE DI… “A CENA CON L’ASSASSINO” DI ALEXANDRA BENEDICT


Salve lettori, in questo ultimo giorno di novembre torna la rubrica “Letture sotto l’albero”.

Libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta.

Quanti di voi durante le feste giocano a Cluedo? Vi pongo questa domanda perché il romanzo del quale sto per parlarvi può essere considerato una sorta di Cluedo natalizio. Mi riferisco ad “A cena con l’assassino” di Alexandra Benedict (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Da quando sua madre è morta ventun anni prima proprio tra le sue mura, Lily Armitrage ha deciso che non varcherà mai più la soglia di Endgame House, la grande dimora di famiglia. Tuttavia, una lettera inaspettata da parte di zia Liliana, morta anch’ella, mette in discussione la sua decisione. La donna, infatti, prima di morire ha organizzato un originale gioco di Natale: colui che vincerà, trovando tutte le dodici chiavi, erediterà la casa. Lily potrebbe rifiutare, dopotutto non è interessata a ereditare la casa nella quale si è spenta sua madre, ma un dettaglio la spinge ad accettare l’invito: durante il gioco verranno rivelati indizi che porteranno a capire com’è davvero morta sua madre. Così la giovane si ritroverà assieme ai cugini che non vedeva da tempo a trascorrere dodici giorni natalizi – dal 24 dicembre al 5 gennaio – non solo tra enigmi e indovinelli da risolvere ma soprattutto tra inspiegabili omicidi.

“Nevica. Ovvio. Niente in questa faccenda sarà semplice.”

Immaginate di trovarvi in un’antica dimora immersa nel verde durante dodici lunghi giorni in compagnia di cugini (alcuni dei quali alquanto insopportabili) e di una cameriera senza alcun contatto con l’esterno né possibilità alcuna di usare cellulari o altri dispositivi elettronici. Immaginate anche una tempesta di neve che rende ancor più isolata la zona e vi impedisce di cercare aiuto e, in tutto questo, un’incredibile quanto originale caccia al tesoro.

Lily è una donna fragile che ha sofferto molto sin da quando era piccola. Ha provato a ricominciare altrove facendo della sua passione per la creazione di abiti uno stile di vita. Inizialmente, a mio parere, si fa un po’ fatica a empatizzare col suo personaggio, poi, man mano che gli eventi si susseguono, non si può non apprezzare la sua determinazione.

Il romanzo si configura come un giallo ben costruito. Le ambientazioni sono descritte e curate nei dettagli, il ritmo è sempre incalzante e lo stile accurato nella sua semplicità. A questo proposito non si può non evidenziare l’uso frequente delle similitudini per descrivere i vari personaggi, alcune delle quali ho personalmente trovato molto significative. La narrazione si snoda giorno dopo giorno come una continua sfida alla quale il lettore è chiamato a partecipare in prima persona non solo sentendosi parte della vicenda ma anche con due giochi a lui dedicati dall’autrice presentati a inizio opera.

Un romanzo accattivante, intrigante e intelligente. Una lettura appassionante e sorprendente ricca di colpi di scena.

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A cena con l’assassino

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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