RECENSIONE DI… “DESTINI INCROCIATI” DI GIULIA ROSS

Salve lettori, eccoci giunti a un’altra settimana e il mese di novembre sta rapidamente raggiungendo la metà. Quest’oggi sono qui per parlarvi di un romanzo che mi ho trovato particolarmente curato sia da un punto di vista strettamente legato alla trama sia per le psicologie dei personaggi. Mi riferisco a “Destini incrociati” di Giulia Ross (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

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Amy Smith lavora come cameriera in un caffè. Cai Zhou serve ai tavoli nel ristorante cinese posto proprio di fronte la caffetteria. I due non hanno mai avuto modo di parlare sino a quando un programma in onda sul web li pone faccia a faccia. Nasce così un’amicizia destinata a trasformarsi in un sentimento più grande fino a quando Cai scompare misteriosamente. Cinque anni dopo quando ormai Amy ha lasciato la caffetteria per lavorare assieme all’uomo che l’ha adottata in un industria farmaceutica, ecco comparire un giovane scienziato di Pechino, Tian Liang, identico a Cai.

“Eri mia prima ancora che nascessi. Ero tuo prima ancora di esistere. È un filo rosso quello che ci lega stretti. Cuore contro cuore. Due nell’infinito…”

È questo uno di quei romanzi in cui la caratterizzazione dei personaggi è il vero fulcro della narrazione e pone la trama quasi in secondo piano.

Amy è una giovane riservata, apparentemente chiusa nel suo mondo, che ha difficoltà a instaurare un qualunque rapporto umano. La sua esistenza non è stata affatto semplice poiché sin da piccola è stata vittima di abusi. La sua è una vita grigia, piatta e abitudinaria. I gesti quotidiani, ripetuti in successione, rappresentano per lei la linfa per andare avanti, per cercare di costruire qualcosa di più o meno stabile.

L’incontro con Cai, ragazzo orientale con indosso allegre scarpe arancioni, la destabilizza ma le infonde nuove certezze. Pian piano la forza di Cai la aiuta a vedere il bello della vita, a credere nei piccoli miracoli e in quel filo rosso magico che idealmente li ha uniti.

L’opera si può suddividere in due parti corrispondenti a due rinascite. La prima, che si conclude con la scomparsa del giovane, è simbolo di una rinascita dell’animo, la seconda, un nuovo contesto sociale, nuove abitudini e conoscenze, corrisponde a una rinascita psicologica.

Per quanto turbata, Amy ha provato ad andare avanti e a ricominciare. Il suo è certamente un equilibrio precario destinato a essere nuovamente sconvolto da un nuovo incontro.

Il destino riveste un ruolo chiave nella vicenda. I protagonisti sono legati tra loro, vivono esperienze che sembrano essere guidate da una mano esterna e crescono con la certezza che una forza aleggi su di loro.

L’autrice si serve di una prosa semplice, fluida e dialogata. Molto arguta è stata la scelta della commistione di generi con atmosfere tipicamente romance e altre fantascientifiche che permette all’autore di essere parte della narrazione, di vivere appieno i turbamenti dei personaggi.

Una lettura originale e sicuramente diversa. Un romanzo dove scienza e sentimenti, sempre agli antipodi, riescono a trovare un congiungimento.

4stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

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RECENSIONE DI… “DI CHE COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI LIBRI” DI TIM PARKS

Salve lettori, oggi è uno di quei lunedì che hanno il volto del lunedì. Se vedeste il colore del cielo che c’è qui da me, capireste il senso della mia frase scritta poc’anzi. In questa piovosa mattinata, sono qui per proporvi la recensione di un saggio che ho letto con grande entusiasmo ma che non mi ha convinta pienamente. Mi riferisco a “Di che cosa parliamo quando parliamo di libri” di Tim Parks (Utet editore).

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Cosa c’è dietro un qualsiasi libro che decidiamo di leggere? Partendo da questa domanda l’autore accompagna il lettore in un viaggio “dietro le quinte”, in un percorso che si prefigge non solo di mettere a nudo vizi e virtù del lettore tipo ma anche di indagare tra abitudini degli addetti ai lavori, problemi e questioni che si dipanano nel mondo in cui ci si accinge a immergersi tra le pagine.

“Siamo schiavi di una narrativa del se che in realtà non esiste, una montatura di cui la maggior parte della scrittura romanzesca è complice.”

L’opera, un insieme di saggi a tema, si suddivide in quattro parti in ognuna delle quali ci si focalizza su argomenti ben precisi: “Il mondo intorno ai libri”in cui si affronta la grande questione ebook vs. cartaceo; “I libri nel mondo”, dove grande spazio viene dato al ruolo che i premi letterari rivestono nel mondo odierno; “Il mondo degli scrittori” nel quale propone un ritratto a tutto tondo delle varie tipologie di scrittore senza disdegnare le presentazioni di libri, e infine “Gli scrittori nel mondo” incentrato sulle dinamiche della traduzione di testi.

Numerosi argomenti trattati, numerosi spunti di riflessione, tuttavia in alcuni momenti la mia personale attenzione è leggermente calata, come se l’opera non fosse riuscita pienamente a conquistarmi. Ho sicuramente apprezzato tutto ciò che riguarda la sfera sociale dello scrittore, ormai divenuto a tutti gli effetti un personaggio pubblico, mi è stato utile scoprire cosa c’è realmente dietro i premi letterari e ho sorriso dinanzi alle domande più disparate che vengono rivolte durante le presentazioni. Ho poi riflettuto su quanto un’opera letta in traduzione sia poi diversa dall’originale e ho quasi toccato con mano le difficoltà di un traduttore.

L’autore sceglie una prosa agile e fluida, affronta gli argomenti con leggerezza, talora si serve di una sottile ironia per enfatizzare concetti e non mancano mai riferimenti alla propria carriera letteraria e alle opere di altri autori celebri classici e contemporanei.

Sicuramente un saggio utile a quanti leggono per passione e, magari, anche a quanti non hanno un buon rapporto con la lettura. Un saggio di agevole consultazione nel complesso apprezzabile.

3stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂