RECENSIONE DI… “MANTIENI IL BACIO” DI MASSIMO RECALCATI

Salve lettori, oggi ricorre la giornata internazionale del libro e del diritto d’autore. Sono molte le iniziative organizzate nelle varie città per promuovere la lettura, voi prenderete parte a qualcuna? Questa mattina ho pensato di proporvi la recensione di un saggio incentrato sulla tematica amorosa che ho trovato molto interessante sin dal suo titolo. Mi riferisco a “Mantieni il bacio” di Massimo Recalcati (Feltrinelli).

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L’amore può durare per sempre oppure è un sentimento destinato ad assopirsi col tempo? Cosa spinge due innamorati a venir meno alla promessa? È possibile superare un tradimento? A queste e a molte altre domande cerca di rispondere il celebre psichiatra attraverso sette lezioni suddivise per tematiche riprendendo quanto affrontato nel fortunato programma televisivo “Lessico amoroso”.

“Ogni volta l’amore ci salva dalla ferita del mondo.”

Parlare d’amore non è mai semplice poiché l’amore è un qualcosa che sembra trascendere le logiche della ragione. Il saggio si focalizza su sette argomenti principali: la promessa; il desiderio; i figli; il tradimento e il perdono; la violenza; le separazioni e l’amore che dura. Per ognuno di questi l’autore offre una trattazione servendosi anche di un ricco apparato di fonti tratte dal mondo delle opere letterarie e filosofiche.

Nella prima lezione si affronta la tematica della promessa. L’amore nasce da un incontro casuale che va a modificare l’esistenza di un individuo. Al contrario di quello che si possa immaginare, l’incontro d’amore non è governato dal destino, non vi è nulla di già scritto e aspira all’eternità. La seconda lezione si focalizza sul desiderio, il quale non è legato all’istinto di riproduzione della specie per questo non è prerogativa del mondo animale. Soprattutto negli uomini il desiderio è legato al feticismo che si concentra solo su una parte del corpo dell’Altro mentre l’amore ama tutto dell’Altro. Nelle donne il feticismo è sostituito dal carattere infinito della domanda d’amore cioè nell’essere ciò che provoca la mancanza nell’Altro. Quando il desiderio è governato dall’amore, l’amato diviene un libro da sfogliare e leggere lentamente. Si passa poi ad affrontare l’argomento dedicato ai figli. La nascita di un figlio, dal desiderio dei genitori, modifica il mondo e moltiplica l’amore tra i Due. Nel figlio non bisogna vedere il prolungamento narcisistico dei genitori o delle loro aspettative per questo il genitore deve sì proteggerlo ma prepararlo alla separazione cosicché egli abbia un proprio desiderio. Allo stesso modo il figlio non deve mai essere visto come il mezzo per tenere unita la coppia in nome del quale uno dei due genitori sacrifica la propria felicità poiché questo farebbe cadere il concetto di famiglia facendo venir meno la libertà di tutti i suoi componenti. La nascita di un figlio a volte sancisce la lontananza tra i Due in quanto l’essere genitori può ridurre il desiderio, spetta principalmente alla madre riuscire a essere anche donna per dare compimento al concetto di separazione. La quarta sezione è incentrata sui concetti di tradimento e perdono. La gelosia femminile si sviluppa sul timore della perdita e dell’abbandono mentre quella maschile non è altro che un rovesciare sull’amata la spinta al tradimento propria del soggetto geloso. Il tradimento concretizza il timore espresso con la gelosia e segna la fine dell’amore e quindi il venir meno della promessa. Il perdono, visto come risurrezione dell’amore, è possibile ma ha bisogno di tempo per elaborare quanto accaduto e va chiarito che perdonare non significa dimenticare. Per perdonare bisogna accettare l’imperfezione dell’Altro ma non è detto che si riesca a perdonare così come il tradimento non implica necessariamente la fine dell’amore poiché spesso si tradisce chi si ama e occorre perdonare se stessi. Successivamente viene affrontata la tematica della violenza. È necessario premettere che l’amore è sempre eterosessuale nel senso che si ama l’eteros, ciò che non si conosce ed è differente da come si è. È inevitabile che quando si è innamorati si desideri possedere l’altro, tuttavia questo possesso non deve mai ledere la libertà. La violenza, con la quale si vuole ridurre l’amato a un oggetto, non c’entra nulla con l’amore, è sua profanazione. La violenza, tipicamente maschile, non è altro che un mezzo per evitare il senso di perdita e la fine dell’amore. La sesta lezione è incentrata sulle separazioni. La promessa del per sempre può venire meno ed essere sostituita dall’indifferenza. Un amore può finire per estinzione o strappo. L’estinzione non è altro che il prendere coscienza che qualcosa si è esaurito, l’amore ha finito di bruciare e non può più durare. Lo strappo è prodotto da uno dei Due mentre l’Altro avrebbe voluto continuare il rapporto. Quando l’amore finisce termina il mondo dei Due. Separarsi è perdere anche un pezzo di se stessi e per questo le separazioni sono dolorose. Superare una separazione è come affrontare un lutto, occorre tempo, durante il quale sarà inevitabile ricordare e accettare man mano questa mancanza. Il primo impulso è quello di sostituire l’oggetto perduto con uno nuovo, tuttavia occorre prima liberarsi definitivamente dell’oggetto perduto. Altra reazione alla fine dell’amore è sostituire l’amore con l’odio che può assumere la semplice forma dell’enfatizzare i difetti dell’altro fino ad arrivare alla violenza. L’odio, però, non è mai espressione di separazione. L’opera si conclude con una digressione sull’amore che dura. Gli amori che durano sono quelli nei quali vi è incontro tra due solitudini e in cui non si confonde l’Uno nell’Altro. L’amore che dura non si svuota del desiderio ma riesce a rendere unico e insostituibile l’oggetto del desiderio. La fedeltà non è vista come una costrizione ma come componente naturale. L’amore che dura fa dello Stesso il Nuovo, tutto va oltre il tempo.

La prosa dell’autore è semplice e fluida. Non sono presenti tecnicismi o paroloni che renderebbero ostica la lettura, tutto è affrontato con lo stile proprio di una conversazione così da suscitare l’interesse nel lettore.

Un’opera scorrevole e accattivante, ben costruita e adatta a un pubblico eterogeneo di tutte le età.

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “OGNI CANZONE MI PARLA DI TE: COME AGGIUSTARE CUORI INFRANTI CANTANDO” DI STEFANIA CARINI

Salve lettori, considerato che questi giorni non si fa altro che parlare del Festival di Sanremo ho pensato che anche il blog avrebbe dovuto adeguarsi. No, non sarò qui a fare pronostici sul vincitore o a “giudicare” le canzoni, tranquilli. Essendo questo uno spazio dedicato ai libri, ho pensato di parlarvi di un’opera nella quale la musica italiana è l’indiscussa protagonista. Mi riferisco a “Ogni canzone mi parla di te: Come aggiustare cuori infranti cantando” di Stefania Carini (Sperling & Kupfer). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

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Ogni canzone racconta una storia e suscita in chi l’ascolta un’emozione, rievoca un ricordo o semplicemente aiuta a evadere dalla quotidianità. Partendo da questi presupposti, l’autrice si focalizza su ventisei canzoni note appartenenti al panorama musicale italiano vecchio e nuovo – dalle “storiche” 24 mila baci, Se telefonando, Minuetto, Anna e Marco sino a Come mai, E poi, Sere nere per arrivare all’attualissima La musica non c’è – “analizza” ognuna di esse attraverso la lente dei ricordi, degli aneddoti, delle tematiche trattate cercando di trovare tra i loro versi riferimenti alla realtà quotidiana.

“Ogni canzone insomma riecheggia sempre qualche momento d’amore tra passato, presente e persino futuro. Quel «te» cambia di volta in volta, o magari non cambia mai. In fondo però con gli anni cambiamo noi, e la realtà che ci circonda.”

Ammetto che una canzone per colpirmi deve avere un testo capace di entrarmi dentro, di “sconvolgermi” tanto da farmi pensare: “Questa è un’autentica poesia”.

L’autrice nella sua trattazione segue l’ordine cronologico – dagli anni Sessanta sino ai nostri giorni – dopo aver compiuto un’accurata (e dolorosa) cernita, dopotutto scegliere solo ventisei canzoni per un periodo storico così ampio non è sicuramente un’impresa facile.

Ogni canzone è introdotta da una scheda nella quale si forniscono informazioni sull’interprete e sull’occasione in cui è stata cantata per la prima volta, segue un excursus che partendo dalla tematica di fondo della canzone stessa, si allarga a episodi della quotidianità, a curiosità tratte dal mondo del web fino a vere e proprie disgressioni sociologiche. Completano il ritratto una sezione dedicata a notizie amorose serie e semiserie accadute nell’anno di uscita del brano e la playlist, una lista di concetti e citazioni che possono dare vita e nuovi spunti di riflessione.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole, a tratti ironico. Nonostante i singoli excursus occupino poche pagine, riescono a catalizzare l’attenzione del lettore che in quelle celebri canzoni rivede se stesso.

Un’opera sicuramente diversa e originale da leggere da soli o in compagnia come in una sorta di karaoke su carta. Un libro che in maniera leggera ripercorre la storia della musica italiana.

4stelle

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Grazie per la lettura, alla prossima 🙂