RECENSIONE DI… “PURCHÉ SIA AMORE” DI BARBARA NALIN

Salve lettori, in questo primo sabato di febbraio sono qui per parlarvi di un romanzo che con grande efficacia affronta il sentimento amoroso. Mi riferisco a “Purché sia amore” di Barbara Nalin (Pubblicazione indipendente). Ringrazio l’autrice per avermi spedito una copia.

Bri crede nell’amore al punto da diventarne dipendente. Quando incontra Niccolò se ne innamora perdutamente tanto da credere che lui sia il suo principe azzurro. Peccato che l’uomo sia incostante, non abbia una grande voglia d’intraprendere una relazione seria e non rinuncia per niente alla sua indipendenza. Tra i due il rapporto è un continuo di alti e bassi, di fughe e riavvicinamenti fino a quando Bri decide di lasciare Verona e andare in Francia, da zia Emma, sorella della madre. Sarà qui, tra i suoni della campagna, che pian piano Bri inizierà a riflettere su se stessa, sul suo futuro, sulla sua concezione dell’amore grazie anche all’idea di creare un blog dedicato a quanti hanno problemi amorosi, alla presenza di Arsene e a un incredibile segreto di famiglia che torna prepotentemente a galla.

“Se solo tu ti potessi vedere per davvero, senza filtri, senza gli occhi della mente, non vedresti altro se non bellezza e luce, delicatezza e forza creatrice. Se solo tu capissi la tua forza, il tuo vero potere, allora sapresti che direzione prendere, cosa fare.”

Gestire il sentimento amoroso non è semplice specie quando l’interesse verso l’altra persona diviene totalizzante. Bri rincorre l’amore da sempre, lo cerca ovunque e per esso è pronta a mettere in discussione la propria vita. Nei confronti di Niccolò prova qualcosa di viscerale, ha bisogno di lui nonostante razionalmente sappia che quell’uomo non è giusto per lei. Si dà a lui anima e corpo, è pronta a credere a tutte le sue parole, a giustificare ogni comportamento, a mettere da parte se stessa. Lei, sempre pronta a correre da lui e a sparire a comando quando lui lo ritiene necessario, compie il gesto rivoluzionario di fuggire da un qualcosa che, forse, è ben lontano dal concetto proprio di amore.

Per comprendere appieno cos’è poi l’amore ha bisogno di compiere un percorso di crescita personale. La sua è una realtà familiare complessa, molti eventi sono stati taciuti a lungo e ora tocca a lei agire in prima persona ponendosi faccia a faccia col sentimento, analizzandolo nei dettagli, cercando di capire cosa vuole davvero.

L’idea di aprire un blog e affidare alla rete i suoi pensieri è qualcosa di provvidenziale sia perché le permette di mettersi a nudo sia perché il confronto con i problemi degli altri le fa comprendere quanto tutti soffrono per amore e che lei non è la sola a non averne compreso fino in fondo le sue logiche.

Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo Bri cresce collezionando esperienze che l’aiutano a conoscersi meglio poiché se non comprende appieno se stessa non riuscirà mai a capire chi e cosa desidera.

Lo stile dell’autrice è curato nella sua semplicità. Le vicende di Bri vengono presentate in maniera diretta e il lettore non può non riconoscersi in lei poiché i suoi dubbi e atteggiamenti non sono poi così estranei.

Un romanzo sincero. Una lettura nella quale l’amore è l’indiscusso protagonista.

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Purché sia amore

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “NELL’INTRECCIO DEL TEMPO” DI BARBARA NALIN

Salve lettori, buona domenica. Quest’oggi sono qui per parlarvi del capitolo conslusivo di una duologia che ho adorato e divorato in pochissimo tempo. Mi riferisco a “Nell’intreccio del tempo” di Barbara Nalin (Pubblicazione indipendente). Ringrazio l’autrice per avermi spedito una copia.

Novembre, 2020. Melita sta per rivedere Simon, l’uomo nei confronti del quale prova una forte attrazione, nonostante, da quando è tornata da Malta, viva con Murad. Rincontrare Simon le porta alla mente episodi oscuri riguardo la sua vita, primo fra tutti un misterioso incidente stradale che ha coinvolto lei, sua sorella Sara e lo loro madre Eliza ma di cui le due non serbano ricordo. Il desiderio di saperne di più la travolge e a Melita non resta che tornare a Malta.

“Maledizione al suo cuore, talmente confuso da essere attratto allo stesso tempo da due uomini… due uomini cui quella donna, Anne, era profondamente legata. Per Simon era stata la moglie che aveva amato fino alla disperazione, per Murad l’amore della vita. E lei? Cos’era lei? solo una che somigliava al loro grande amore, una specie di ripiego?”

Secondo e ultimo volume della duologia, il romanzo si focalizza su due principali tematiche: il peso dei segreti da una parte e il desiderio di riscoprire se stessi dall’altro.

Fondamentale, come già avvenuto nel primo capitolo, è il rapporto tra Melita e Anne che in queste pagine si confrontano e agiscono insieme sullo sviluppo narrativo.

Si ritrovano tutti (o quasi) i personaggi incontrati ne “Nella tela del tempo”. Tutti danno il loro contributo affinché il mistero possa finalmente risolversi, tutti presentano psicologie ben definite e incarnano ruoli ben costituiti.

Il ritmo narrativo particolarmente incalzante, unito a una prosa semplice ed efficace, permette al lettore di seguire attentamente e con ampio coinvolgimento le vicissitudini narrate. Non si avverte mai un momento in cui tale coinvolgimento venga meno né eventi fini a se stessi, anzi tutto ciò che viene narrato concorre allo sviluppo della trama e alla risoluzione finale.

Una degna conclusione a una vicenda originale, imprevedibile e ricca di emozione capace di andare oltre i tempi e i luoghi.

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Nell’Intreccio del Tempo

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

LA DUOLOGIA

Nella tela del tempo  #1