RECENSIONE DI… “CI VEDIAMO ALL’USCITA” DE I TRENTENNI

Salve lettori, quest’oggi sono qui per parlarvi di un romanzo che vi farà idealmente tornare ai giorni del liceo attraverso quelle amicizie (poche in realtà) che sono in grado di resistere al tempo. Confesso di essermi approcciata a questo romanzo con grande curiosità e di esserne rimasta profondamente delusa. Mi riferisco a “Ci vediamo all’uscita” de I trentenni (Sperling&Kupfer).

La morte di Marco spezza il cuore del suo gruppo di amici storici, quelli che si sono conosciuti sui banchi di scuola nei lontani anni ‘90. Durante il funerale, decisamente troppo austero, ognuno di loro ripensa alla spensieratezza dell’adolescenza e ai tanti momenti vissuti insieme fino a quando l’improvviso arrivo in chiesa di un personaggio sconosciuto spiazza i presenti. Chi era davvero Marco? Possibile che nessuno l’abbia conosciuto davvero?

“I primi mesi dell’anno scolastico li riconoscevi dal profumo del vento in motorino. Sapevano di cose nuove, ma anche di giorni tutti uguali da gustare, di aspettative ed errori da riparare, di diari da riempire. Quell’anno però era diverso.”

L’adolescenza è un momento della vita umana che tanto si rimpiange quando si viene travolti dal peso delle responsabilità e dei problemi del quotidiano. È quello che succede a Benedetta, Alice, Stefano e Maurino, i quali, scontratisi col dolore, si rifugiano nei ricordi di un tempo che, per certi versi, si desidera passi in fretta e, per altri, si spera possa durare per sempre.

Pagina dopo pagina si viene catapultati nelle esistenze di questi giovani, nei loro problemi e in una società, quella degli anni ’90, molto diversa da quella attuale. Sono proprio i riferimenti a quegli anni attraverso le abitudini, le canzoni, i programmi televisivi che conquistano il lettore, a mio parere, più che della trama in sé.

Purtroppo i personaggi non appaiono ben caratterizzati. Nonostante popolino sin dal primo momento il romanzo, non ne emerge un vero ritratto psicologico e dello stesso Marco, indiscusso protagonista, non si conosce pressoché nulla. Gli eventi si susseguono velocemente gli uni agli altri (l’ultimo anno di liceo, le uscite serali, la gita scolastica, l’occupazione, i primi amori fino all’esame di maturità) e ben presto ci si ritrova al grande colpo di scena senza rendersi davvero conto di come si è giunti sin lì, cosa è accaduto.

Lo stile della prosa è semplice e diretto, il ritmo molto serrato e continua l’alternanza tra momenti leggeri e malinconici, tra problemi apparentemente insormontabili e vere e proprie catastrofi. Tuttavia, secondo me, manca, come già detto, un’accurata caratterizzazione dei personaggi che permetta al lettore di provare empatia nei loro confronti, purtroppo si ha la sensazione che gli eventi narrati scivolino via non appena si giunge all’epilogo.

Un romanzo dall’assicurato “effetto nostalgia” che, ahimè, non è riuscito a catturarmi.

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Ci vediamo all’uscita

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂