RECENSIONE DI… “PER RICOMINCIARE GUARDA TRA LE PAGINE DI UN LIBRO” DI ALI BERG & MICHELLE KALUS

Salve lettori, che rapporto avete con i libri? Vi pongo questa domanda perché il romanzo del quale sto per parlarvi si concentra proprio su questa tematica. Mi riferisco a “Per ricominciare guarda tra le pagine di un libro” di Ali Berg & Michelle Kalus (Garzanti).

Bea, grande amante dei libri, sta per compiere trent’anni, ha lasciato la sua Perth dopo aver combinato un pasticcio durante la festa di matrimonio della sua migliore amica e si è trasferita a Melbourne dove lavora in un’agenzia di comunicazione. Per sopravvivere alla solitudine e alla frustrazione di svolgere un lavoro che non le piace si rifugia ancor di più nella lettura tanto che i romanzi sono diventati i suoi unici amici. Un giorno presso la The Little Brunswick Street Bookshop un volume attira immediatamente la sua attenzione. Si tratta di un testo usato intitolato “Ti presento Oliver Bennet” con le pagine sgualcite dal tempo ricco di appunti scritti a mano disseminati tra le pagine. Bea, sempre più incuriosita, decide di trovare lo Scrittore Misterioso e, per questo, apre un profilo Instagram. Inaspettatamente la sua storia sembra avere un lieto fine, tuttavia, come i grandi lettori sanno, non bisogna fermarsi alla copertina per giudicare la bellezza di un libro e anche quell’uomo in apparenza perfetto potrebbe non rivelarsi tale.

“Le frasi spontanee che punteggiavano le pagine di quel libro le erano arrivate al cuore. Il modo leggero in cui erano scritte e la spensieratezza di curve, anse e inchiostro le erano penetrati sotto la pelle.”

Essere lettori voraci è sicuramente un ottimo modo per evadere dalla realtà. Per Bea, la protagonista di questo tenero romanzo, leggere rappresenta l’unico mezzo per creare un mondo libero dai dispiaceri. Dopo aver perso l’amica di sempre ed essersi lasciata la vecchia vita alle spalle, la giovane crea con le creature di carta una vera e propria amicizia: saranno i protagonisti di tali storie i suoi nuovi amici. Delusa e con una famiglia d’origine piuttosto complicata e una sorella star dei social, Bea si affida al magico potere delle parole. Trovare un romanzo fitto di appunti e note rappresenta per lei la possibilità di immergersi in una storia nella storia: accanto alle vicissitudini dei protagonisti di “Ti presento Oliver Bennet” ci sarà la sua storia, il racconto della sua missione. Bea punta sul raggio di azione della comunity del web, si lascia affascinare da ciò che legge, frasi che le fanno intendere che l’autore di tali note sia una persona dolcissima, sensibile, proprio come lei, magari quel libro è capitato tra le sue mani con lo scopo di farle trovare l’anima gemella. Da inguaribile romantica, Bea si lascia sedurre dal fascino di un uomo apparso al momento giusto nel posto giusto senza farsi grandi domande, fidandosi del fascino della letteratura eppure, nonostante quest’indole estremamente fragile e problematica, sa quando tirare fuori le unghie ed essere determinata.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. Pagina dopo pagina si respira un’atmosfera per certi versi propria della commedia romantica e per altri tipica delle storie d’altri tempi. Il lettore si lascia conquistare dalle vicissitudini di Bea e la segue nella sua originale caccia al tesoro. Numerosi sono i libri citati che per un amante dei romanzi rappresentano un notevole incremento della propria lista dei desideri.

Un romanzo intrigante e ben curato nei dettagli. Una lettura che strizza l’occhio al mondo dei bookstagram.

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Per ricominciare guarda tra le pagine di un libro

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “LA SUPPLENTE” DI CRISTINA FRASCÀ”

Salve lettori, le scuole hanno ormai riaperto i battenti e per questo ho pensato, quest’oggi, di proporvi la recensione di un romanzo ambientato proprio tra le aule scolastiche attraverso il punto di vista di chi è seduto dietro la cattedra. Mi riferisco a “La supplente” di Cristina Frascà (Garzanti). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Anna ha trent’anni, vive a Torino ed è un’insegnante precaria. Incredibilmente è riuscita a ottenere un incarico annuale presso un istituto alberghiero della sua città e l’entusiasmo che nutre nei confronti della sua professione la spinge ad accettare di avere a che fare con una classe “difficile”. Anna non si lascia scoraggiare e così giorno dopo giorno cerca di instaurare con i suoi alunni un rapporto umano; lei non è solo insegnante, cerca anche di entrare nelle loro vite, di capirne i problemi mentre le nozioni di letteratura vengono trasmesse in modo diretto e originale. Man mano che l’anno scolastico prosegue tra lezioni, gite scolastiche, piccoli o grandi problemi, Anna si renderà conto di aver tanto da imparare dai suoi allievi.

“Ho scelto questa poesia per dirvi che io sono qui per questo. Per aiutarvi a trovare le parole più adatte a esprimere i vostri sentimenti. Soprattutto sono qui per dirvi che so che non è facile: se non ci riusciva Leopardi, non dobbiamo sentirci incapaci. Semplicemente ci dobbiamo provare insieme!”

Il mondo degli adulti e quello degli adolescenti si collocano, tradizionalmente, agli antipodi. Non vi può essere complicità, empatia, men che meno tra alunni e insegnanti. Questo romanzo rappresenta, da questo punto di vista, un superamento di tale linea di confine.

Anna è una giovane insegnante alle prese con tutte le difficoltà tipiche della professione che ha scelto. Si arrangia come può, dando ripetizioni di latino, lezioni di pianoforte e cercando di andare avanti con i pochi risparmi. Sogna di poter diventare una professoressa di ruolo, tuttavia è ben consapevole che la strada da percorrere è irta di ostacoli e che i concorsi sono molto complessi e difficili da superare. A complicare ulteriormente la situazione è la presenza di una famiglia ingombrante i cui componenti sono sempre pronti a mettere in evidenza tutte le sue mancanze in ambito lavorativo e privato. Già, Anna è single, è da sempre in lotta contro i chili di troppo ed è incline alle figuracce.

Il romanzo segue le vicissitudini della donna in aula e fuori. È interessante notare come l’autrice ponga l’accento sulla crescita del personaggio. Chi l’ha detto che non si possa imparare da chi è più giovane di noi? Anna grazie ai suoi allievi trova maggiore fiducia in se stessa, affronta sfide nuove, esce dagli schemi e trova la forza per lottare ancora per i propri sogni.

Lo stile della prosa è semplice, fluido e fresco. Le vicissitudini di Anna, personaggio nel quale ci si può facilmente immedesimare, coinvolgono il lettore e lo fanno sentire costantemente parte della vicenda.

Un romanzo reale e autentico. Una lettura piacevole, scorrevole, che racconta luci e ombre di uno dei mestieri più antichi del mondo.

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La supplente

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂