RECENSIONE DI… “UNA VACANZA SUL LAGO” DI SARAH MORGAN

Salve lettori, in questo ultimo giorno del mese di luglio torna l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

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In questa calda mattina sono qui per parlarvi del nuovo romanzo di un’autrice che adoro, senza la quale non è né estate né Natale. Mi riferisco a “Una vacanza sul lago” di Sarah Morgan (HarperCollins). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Flora Donovan, fioraia sempre solare e positiva, nasconde dietro il sorriso di facciata un profondo senso di solitudine. Quando il destino le farà incontrare Jack Parker, un uomo attento e premuroso, è convinta di aver finalmente raggiunto la tanto sospirata felicità. Jack, tuttavia, è alle prese con complesse dinamiche familiari. Dopo la morte della moglie, ha dovuto prendere in mano le redini della famiglia e vivere con una ragazzina e una bambina non è affatto facile. Flora e Izzy, la figlia maggiore di Jack e sicuramente la più “problematica” tra le due, hanno in comune più di quanto possano immaginare e una vacanza nel Lake Districte, meta abituale dei Parker, servirà alle due per mettersi a nudo, rivelando debolezze e fragilità, trovando reciprocamente la forza necessaria per andare avanti creando nuovi equilibri.

“La vita somiglia a un giardino, non ti pare? A volte è splendida, a volte un disastro. Complicata, ma sempre autentica. In alcuni casi non si può fare altro che andare avanti a testa bassa, anche a costo di calpestare qualche margherita lungo il cammino.”

Questo nuovo romanzo di Sarah Morgan un po’ si discosta dal suo genere abituale. Tra queste pagine, infatti, accanto al puro romance grandissimo spazio viene dato alle dinamiche familiari e, soprattutto, all’elaborazione del lutto.

Flora ha perso la madre quando era molto piccola. Ha vissuto con una zia poco affettuosa nei suoi confronti e ha sperimentato da sempre il dramma della solitudine che l’ha resa fragile e insicura nonostante la solarità che manifesta continuamente e che l’ha resa amabile agli occhi delle sue clienti.

Izzy ha perso la madre da adolescente, convive con un segreto che la opprime e annega il suo dolore comportandosi come una piccola adulta. La giovane, infatti, alle serate con le amiche preferisce prendersi cura della sorellina e occuparsi della casa cosicché le esistenze della piccola e del padre siano il più serene possibili.

L’arrivo di Flora è uno squilibrio di questo nuovo assetto familiare già di per sé assai precario. Se da un lato la donna viene vista come un’intrusa da mandar via il prima possibile dall’altra sarà proprio la fioraia a rendersi conto di quello che sta accadendo e del disagio che sta provando Izzy, la quale, proprio come lei, nasconde abilmente dietro atteggiamenti di facciata un profondo senso di dolore.

Flora e Izzy insieme troveranno la forza di guardare avanti chiudendo i conti col passato che non significa cancellarlo ma accettarlo, convivere col ricordo senza farsi del male per quanto è accaduto. Insieme scopriranno che la felicità non è preclusa, che si può ancora essere sereni nonostante quello che è successo e che i nuovi incontri possono essere la giusta medicina per scoprire lati di sé che non si credevano di possedere.

Lo stile della prosa è semplice e delicato. L’autrice affronta tematiche complesse con profondo rispetto e umanità facendo leva sui sentimenti, com’è sua consuetudine. Ottima è l’ambientazione con il paesaggio lacustre che rende la narrazione ancor più incisiva.

Il lettore è ampiamente coinvolto dagli eventi e non può che provare empatia nei confronti delle due protagoniste.

Un romanzo familiare nel senso più ampio del termine. Una lettura profonda, sì dolorosa ma con un’enorme dose di speranza.

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Una vacanza sul lago

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “ROMANZO D’ESTATE” DI EMILY HENRY

Salve lettori, in questo caldo sabato torna l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

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Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo ambientato nel mondo della scrittura con due protagonisti davvero interessanti. Mi riferisco a “Romanzo d’estate” di Emily Henry (HarperCollins). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

January Andrews, autrice di romanzi rosa di successo, sembra aver perso l’ispirazione dopo aver scoperto che suo padre, recentemente scomparso, aveva una doppia vita. Tornata single e con parecchi problemi economici, si rifugia nel cottage nel quale suo padre incontrava “Quella donna” con la speranza di riuscire a completare il romanzo entro l’estate. Augustus Everett, scrittore di narrativa americana, acclamato dalla critica, è alle prese con una dura ricerca per il suo nuovo libro. I due, che si conoscono sin dai tempi del college, si ritroveranno a essere vicini di casa e compagni in un’assurda scommessa: scambiarsi il romanzo. January dovrà dimostrare di riuscire a scrivere narrativa “impegnata” mentre Augustus dovrà sfidare se stesso costruendo un lieto fine.

“Quello con Gus Everett era stato un incontro incredibilmente fortuito, un segno del destino, e mi sentivo fortunata, nonostante fossi la persona più infelice del mondo.”

Sicuramente a tutti sarà nota l’espressione “blocco dello scrittore”. È psicologicamente dura trovarsi dinanzi a una pagina bianca che non vuole saperne di riempirsi e lo è ancor di più se si hanno scadenze o necessità per le quali pubblicare un libro è di assoluta importanza.

La vita di January ha sempre rasentato la perfezione: è stata una figlia molto amata, ha incontrato un uomo che ha saputo conquistare subito la sua famiglia e ha costruito una carriera ricca di successi. Purtroppo, però, tutto si è sgretolato e sola con i suoi momenti bui deve ripartire da se stessa. Certo, è impossibile scrivere di amore e felicità quando tali sentimenti sembrano aver voltato le spalle, per questo la scommessa con Augustus rappresenta per lei la possibilità di mettersi alla prova dimostrando di possedere reali capacità e che il successo, per lei, non è stato casuale.

Augustus, che a un primo sguardo può apparire come un uomo burbero e scontroso, nasconde dietro la durezza profonde fragilità. Anche per lui la scrittura è un lavoro e un modo per lasciar vagare la mente anche se il suo genere è, indubbiamente, meno di evasione rispetto a quello della sua collega.

Incontrarsi per i due è, in un certo senso, terapeutico poiché avranno la possibilità di mettere a nudo i propri timori, confrontandosi con esperienze di vita che li hanno segnati. Insieme hanno la possibilità di crescere trovando aiuto reciproco, sapendo che, al di là della rivalità lavorativa, ci sono due persone pronte a supportarsi reciprocamente.

Lo stile della prosa è semplice, diretto e coinvolgente. Il lettore segue le vicende dei due protagonisti con curiosità e interesse, desidera scoprire come evolverà il loro rapporto e se troveranno nuovi equilibri rappresentati idealmente dall’apertura verso nuove sfaccettature dell’arte, quella della scrittura, che li ha resi celebri.

Un romanzo ben costruito con protagonisti molto “umani” e poco personaggi, alle prese con problematiche che possono sconvolgere le vite di chiunque. Una lettura che con leggerezza e senza alcun intento polemico pone in luce l’eterna diatriba tra romanzo rosa e narrativa “alta”.

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Romanzo d’estate

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂