RECENSIONE DI… “L’ARTE PERDUTA DI SCRIVERE LE LETTERE. IL FASCINO DELLA POSTA NELL’ERA DI INTERNET” DI SIMON GARFIELD

Salve lettori, in questo martedì mattina sono qui per parlarvi di un libro di non fiction incentrato su una forma di comunicazione molto diffusa in passato: la lettera. Mi riferisco a “L’arte perduta di scrivere le lettere. Il fascino della posta nell’era di internet” di Simon Garfield (Tea).

Prima dell’avvento delle mail scrivere una lettera rappresentava l’unico mezzo per poter comunicare con quanti erano fisicamente lontani. La lettera seguiva un iter ben preciso fatto di tempo e speranze, spesso capitava che non giungesse mai tra le mani del destinatario altre volte arrivava troppo tardi. In questo interessante saggio Simon Garfield ne ripercorre la genesi partendo dalla Grecia classica e dai primi ritrovamenti sino all’avvento della posta elettronica.

“Le lettere hanno il potere di donarci una vita più grande. Rivelano la motivazione e approfondiscono la comprensione. Sono elementi probatori. Una volta, il mondo ruotava intorno alla loro trasmissione; erano il lubrificante delle interazioni umane e la caduta libera delle idee, il tramite silenzioso di ciò che era importante e accessorio. Doveva sembrare impossibile che un giorno il loro valore sarebbe stato dato per scontato o messo da parte. Un mondo senza lettere sarebbe sicuramente stato un mondo senza ossigeno.”

Scrivere lettere può essere considerata una forma d’arte a tutti gli effetti. Non solo era necessario organizzare le idee e costruire un testo piuttosto breve che fosse di impatto, efficace e contenesse tutte le informazioni che si desiderava trasmettere ma era importante curare anche l’estetica del testo usando una calligrafia leggibile.

L’autore accompagna il lettore in un viaggio nel tempo seguendo il filo conduttore di questa tradizionale forma di corrispondenza. In ogni capitolo ci si focalizza su un’epoca storica attraverso sia una narrazione degli eventi sia servendosi delle testimonianze dell’epoca. A mio parere, consiste proprio in questo l’originalità dell’opera: l’autore si serve di un ricco apparato di fonti riprodotte nel volume inoltre cita corrispondenze celebri (Jane Austen, Virginia Woolf, Sylvia Path solo per citarne alcune). Al termine di ogni capitolo si trovano alcune lettere scambiate tra Chris Barker e Bessie Moore ai tempi della Seconda guerra mondiale raccolte e citate nell’opera per volere del figlio Bernard.

Pagina dopo pagina emerge quanto le lettere abbiano contribuito a forgiare la nostra storia fino a condurre alla tecnologia moderna. Le mail hanno una trasmissione rapidissima, non necessitano di una grande cura “estetica” e non comportano una spesa economica, tuttavia non potranno mai eguagliare il fascino di una lettera e la trepidazione dell’attesa.

Lo stile del saggio semplice, scorrevole e immediato, permette al lettore di seguire con interesse gli avvenimenti narrati.

Un saggio che unisce sapientemente storia e letteratura. Una lettura affascinante e per nulla anacronistica.

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L’arte perduta di scrivere le lettere

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂