RECENSIONE DI… “LA VILLA DEL SOLE E DEI SEGRETI” DI JENNIFER BOHNET

Salve lettori, eccoci giunti all’ultimo appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone” (che tornerà il prossimo anno).

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Quest’oggi sono qui per parlarvi di un romanzo familiare ricco di segreti e rivelazioni. Mi riferisco a “La villa del sole e dei segreti” di Jennifer Bohnet (Newton Compton editori).

Alla soglia dei cinquant’anni per Carla Sullivan le cose non sembrano andare per il verso giusto: i suoi figli gemelli sono lontani, sua madre è appena morta e suo marito la sta tradendo per l’ennesima volta. Desiderosa di cambiare aria, Carla decide di lasciare momentaneamente l’Inghilterra per volare in Costa Azzurra dove vive zia Josette, sorella gemella di sua madre, da tempo lontana dalla famiglia. Di per sé non è facile creare un rapporto zia-nipote, il tutto è reso ancor più complicato dal peso di alcuni segreti di famiglia destinati a essere riportati a galla e a sconvolgere ulteriormente la vita di Carla.

“L’arrivo di Carla nella sua vita, anche se solo da pochi giorni, le aveva mostrato quant’era facile che delle onde inaspettate giungessero a increspare le acque finora indisturbate del passato. Un passato che avrebbe potuto frammentarsi in mille pezzi se le onde fossero cresciute, facendo riaffiorare nel presente dolore, risentimento e rimorsi.”

Età delicata quella dei cinquant’anni, un importante giro di boa che per Carla è un vero e proprio tzunami. Il senso di solitudine col quale convive è enfatizzato dal sentirsi messa da parte e sostituita dal marito. Forse fuggire non è una soluzione ma quantomeno può rivelarsi un ottimo moda per evadere e per liberare momentaneamente il cervello dai tanti pensieri angosciosi. L’arrivo in Costa Azzurra e la decisione di stabilirsi nella villa di famiglia, rappresentano per lei la novità della quale necessita oltre che l’occasione per recuperare i rapporti con quella zia che è quasi una sconosciuta.

Josette è una donna anziana che per cinquant’anni ha vissuto da sola, lontana dalla famiglia e che si è rifugiata nella carriera di fotografa freelance per non pensare alla sua misera condizione. Indipendente, apparentemente forte e sicura di sé, ha giurato di non rivelare mai a nessuno quale segreto l’ha costretta a vivere da “eremita”.

I rapporti tra le due donne, almeno in un primo momento, non sono semplici, si tratta pur sempre di due donne adulte che devono imparare a conoscersi, tuttavia, sin dal primo istante, si respira una velata alchimia che troverà una spiegazione razionale nella grande rivelazione che Josette farà dalla quale dipenderà la stessa esistenza futura di Carla. Pagina dopo pagina si assiste all’evolversi del loro rapporto; man mano che gli eventi si susseguono Carla e Josette muteranno sino ad assumere nuove consapevolezze e a essere profondamente diverse da prima.

Lo stile della prosa è semplice e diretto. Nonostante, a mio parere, alcuni passaggi appaiano un po’ bruschi e netti, il lettore riesce a essere coinvolto dagli avvenimenti – narrati da un narratore esterno in terza persona – grazie anche all’ambientazione curata nei dettagli e al contributo di alcuni personaggi solo in apparenza secondari.

Un romanzo in cui si alternano momenti di leggerezza e di malinconia. Una lettura intrigante della quale le donne sono le indiscusse protagoniste.

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La villa del sole e dei segreti

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “PICCOLI DESIDERI” DI MICHELLE ADAMS

Salve lettori, in questo ultimo sabato di agosto torna la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

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Usando due parole definirei il romanzo del quale sto per parlarvi “emotivamente devastante”. Mi riferisco a “Piccoli desideri” di Michelle Adams (Giunti).

Elizabeth Davenport vive in un cottage in un paesino della Cornovaglia. Nonostante non abbia più molti motivi per uscire di casa, ogni anno attende con ansia il 7 settembre, giorno in cui, tanti anni prima, ha baciato per la prima volta il suo grande amore, Tom. Ogni anno da allora l’uomo è solito lasciarle dietro la porta di casa un croco e un bigliettino nel quale è riportato un desiderio, un qualcosa che avrebbero potuto fare insieme se solo fossero stati una coppia. La mattina del 7 settembre, puntuale, Elizabeth è fuori dalla porta di casa, ma, inaspettatamente, non trova nulla. Preoccupata che al suo Tom possa essere successo qualcosa, decide di recarsi a Londra per cercarlo, magari potrebbero essere ancora in tempo per realizzare un ultimo desiderio e per fare i conti con la causa che gli ha tenuti lontani.

“In quel momento era come se esistessero solo loro due, come se al mondo non ci fosse nient’altro. Nessuna promessa infranta, nessun errore, nulla a cui dovessero porre rimedio. […] Avrebbero potuto essere ovunque, in un altro tempo, in un luogo che apparteneva soltanto a loro.”

Esiste una forma d’amore capace di resistere al tempo e alla distanza, un sentimento che resta inalterato per anni, che sopporta i cambiamenti e che resta fedele alle promesse. È questo amore totalizzante che avvolge Elizabeth e Tom.

I due pur non vedendosi più, hanno mantenuto una forma di dialogo fatta di ricordi e piccoli gesti. Entrambi vivono nel reciproco ricordo, non hanno idea di come il tempo li abbia trasformati, non sanno nulla delle rispettive vite eppure non hanno smesso un attimo di amarsi.

Elizabeth è una donna sola che ha fatto della solitudine una compagna di vita. L’appuntamento annuale col suo Tom rappresenta la sua linfa, l’attimo di romanticismo che le regala un’autentica sensazione di gioia. Quando questo originale rituale non si ripete, sfida i timori e si avventura nella caotica Londra, è, questo, senza dubbio, un gran bel gesto d’amore.

Dinanzi alla grande prova che l’attende, non ha un attimo di esitazione, mette da parte le paure e cerca di rendersi utile aiutando il suo Tom (e se stessa) a concretizzare quei desideri che per quarantanove anni sono rimasti scritti su bigliettini di carta.

Il rapporto tra Elizabeth e Tom non conosce barriere, è come se i due non si fossero mai lasciati. Insieme troveranno la forza per non arrendersi, lottando pur sapendo di avere a che fare con un nemico molto più grande, invocando il tempo, che fino a quel momento è stato loro ostile.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. La narrazione presenta un duplice piano temporale, un “Prima” nel quale i due protagonisti sono giovani innamorati e un “Oggi” nel quale, ormai in età matura, devono affrontare una difficilissima prova. Tra le pagine domina una grande delicatezza, stesso atteggiamento che assume il lettore nei confronti degli eventi.

Un romanzo non facile, sconvolgente e dalla grande impronta emotiva. Una lettura che celebra l’amore eterno.

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Piccoli desideri

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂