RECENSIONE DI… “UN’ESTATE ALL’IMPROVVISO” DI LORI NELSON SPIELMAN

Salve lettori, in questa bella giornata di sole torna l’appuntamento con la rubrica estiva “Letture sotto l’ombrellone”.

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Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo meraviglioso che mi ha piacevolmente sorpresa. Mi riferisco a “Un’estate all’improvviso” di Lori Nelson Spielman (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Tutte le secondogenite della famiglia Fontana sono costrette a fare i conti con una maledizione. Esse, infatti, non sono destinate a incontrare il vero amore. La giovane Emilia, pasticcera di Brooklyn, dove la sua famiglia vive dal 1961 quando i suoi nonni lasciarono la Toscana in cerca di fortuna, non ne è esente proprio come sua cugina Luciana e prima di loro zia Poppy. Sarà proprio quest’ultima che, alla soglia dell’ottantesimo compleanno, coinvolgerà le nipoti in un tour tutto italiano che si concluderà sulle scale del Duomo di Ravello il giorno del suo compleanno. Sui quei gradini, infatti, Poppy, ne è sicura, rincontrerà il suo grande amore infrangendo, così, la maledizione.

“La bellezza sta nel perdersi. Perdersi in un libro. Perdersi negli occhi di una persona. Perdersi in una sinfonia così dolce che ti fa scoppiare in lacrime. […] È essere ritrovati la parte deludente.”

In quest’opera coesistono elementi propri della narrativa di viaggio uniti a quelli del romanzo familiare. Numerose sono le tematiche affrontate, tutte di un grandissimo spessore sociale, quali: l’emigrazione, l’impossibilità di vivere il proprio amore, il desiderio di una vita migliore sino agli eventi storici risalenti all’epoca della costruzione del muro di Berlino.

Numerosi sono i personaggi presenti, tuttavia l’autrice focalizza la sua attenzione principalmente sulla zia e le due giovani nipoti.

Emilia, proprio come sua cugina Luciana, sperimenta ogni giorno sulla sua pelle la disgrazia di essere una secondogenita. Se da un lato la prima si chiude a riccio, l’altra cerca di dare di sé un’immagine di donna libera, moderna, poco incline a credere ad assurde leggende.

Legatissima alla famiglia, dalla quale non si è mai separata, Emilia è il ritratto della bontà. Non sa dire di no, è sempre pronta a farsi in quattro per aiutare chi ama anche se, molto spesso, gli altri non la valorizzano quanto meriterebbe.

Luciana nasconde dietro la spavalderia una profonda insicurezza. Teme il giudizio dei suoi familiari per questo si trincera dietro una vita che non le appartiene.

Zia Poppy è la vera sorpresa del romanzo. Una donna arzilla in apparenza ma in realtà molto sensibile nel corpo e nello spirito. È lei il vero motore dell’azione, prende in mano la situazione e trascina gli eventi. Il suo non è solo un mero viaggio, è una vera e propria terapia.

Giorno dopo giorno, ricordo dopo ricordo, colpo di scena dopo colpo di scena, le tre donne acquisteranno nuove consapevolezze. Saranno le più giovani a ricevere l’insegnamento più importante: nella vita non bisogna mai nascondersi, anzi ciò che si è e ciò che si vuole deve sempre emergere.

Lo stile dell’autrice è semplice e fluido. Momenti presenti e passati coesistono e si mescolano dando vita a una narrazione con un ritmo incalzante che coinvolge pienamente il lettore, il quale resta più volte spiazzato arrivando persino a commuoversi.

Un romanzo dall’alto contenuto emotivo. Una lettura dalla quale è impossibile staccarsi.

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Un’estate all’improvviso

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “UN’ESTATE DA RICORDARE” DI SUE MOORCROFT

Salve lettori, spero abbiate trascorso un sereno ferragosto nonostante la ben nota situazione che stiamo vivendo. Quest’oggi torna l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

Immagine libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta.

Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo dalla trama indubbiamente interessante ma che, purtroppo, non è riuscito a soddisfare pienamente le mie aspettative. Mi riferisco a “Un’estate da ricordare” di Sue Moorcroft (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

“Mai unire lavoro a vita privata”. Questa frase rende appieno la situazione di Clancy, la quale si è ritrovata nel medesimo momento senza fidanzato e senza occupazione, con in testa confusione e desiderio di allontanarsi da Londra. È così che le viene immediatamente in mente il cottage in riva al mare di sua cugina Alice, lì sarebbe il posto ideale nel quale trascorrere un periodo di tranquillità occupandosi della gestione degli altri cottage. Tuttavia non ha fatto i conti con il passato rappresentato non solo dalla cicatrice che sua cugina ha lasciato nella piccola comunità ma anche da Aaron, aitante giardiniere. Il periodo estivo si prospetta, insomma, alquanto movimentato.

“Respirando l’aria salmastra fu pervasa da una sensazione di armonia con quel posto, quasi di appartenenza. O era solo un desiderio di appartenenza.”

Tra le pagine di questo romanzo confluiscono numerose tematiche di grande importanza sociale quali l’abbandono, la depressione, il desiderio di riscatto. I personaggi sono tutti ben caratterizzati dal punto di vista caratteriale siano essi principali o secondari.

Clancy si trova in una posizione scomoda. Tornare a Nelson’s Bar – questo il nome della cittadina – significa fare i conti con quello che è accaduto sei anni prima scontrandosi, inevitabilmente, con pregiudizi, occhiate in tralice e giudizi poco lusinghieri. Della donna colpisce la determinazione, è una di quelle persone che anche nella situazione più difficile riesce sempre a trovare delle risorse senza mai scoraggiarsi.

Aaron irrompe sulla scena in maniera prepotente. È un tipo enigmatico, lontano dalla vita metropolitana, non si capisce, almeno in un primo momento, cosa lo muove, i suoi sentimenti sono celati dietro un distacco e un grande senso di protezione nei confronti della sua famiglia.

I rapporti tra i due si sviluppano in un crescendo di vicissitudini e problematiche complesse. Accade veramente di tutto, talora si tratta anche di episodi pseudo comici che suscitano il sorriso, altre volte, invece, è la drammaticità a prevalere.

Lo stile dell’autrice e semplice e diretto. Le vicende sono narrate in terza persona con un ritmo narrativo piuttosto lento, per questo il coinvolgimento del lettore, a mio parere, tende a rivelarsi piuttosto altalenante soprattutto nella parte centrale.

Un romanzo sulle seconde possibilità. Una lettura che fa venir voglia di partire immediatamente per un piccolo borgo in riva al mare.

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Un’estate da ricordare

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂