RECENSIONE DI… “I SOCIAL NETWORK” DI GIUSEPPE RIVA

Salve lettori, quest’oggi sono qui per parlarvi di un libro di non fiction dedicato a una forma di comunicazione che ormai usiamo tutti da anni. Mi riferisco a “I social network” di Giuseppe Riva (Il Mulino).

L’uso delle moderne tecnologie informatiche mai come in questo periodo è divenuto parte essenziale della vita quotidiana. Cosa vi è dietro il mondo virtuale? Per quale motivo e in che modo i social network sono diventati parte integrante delle nostre esistenze? Giuseppe Riva indaga sul fenomeno fornendone un approfondimento a trecentosessanta gradi.

“I nostri processi di comunicazione sono caratterizzati da un’influenza crescente dei nuovi media. In particolare , la grande diffusione del personal computer e di Internet, insieme alla telefonia cellulare, hanno modificato e continuano a modificare il nostro modo di comunicare.”

Il saggio è suddiviso in cinque capitoli in ciascuno dei quali l’autore si focalizza su un particolare aspetto del fenomeno social: presentazione di questi nuovi mezzi di comunicazione; excursus storico; descrizione dei nuovi spazi sociali; vantaggi e potenzialità e lati negativi. Conclude il testo un epilogo riassuntivo.

Nel primo capitolo “Che cos’è un social network” si afferma che l’avvento dei social network ha modificato i concetti di identità e di rete sociali. Abbattendo le barriere della distanza proprie della comunicazione faccia a faccia, hanno permesso di poter entrare in contatto con persone geograficamente distanti da noi siano esse reali conoscenze oppure “amicizie” nate online. Ognuno è libero di usare sui sociali – dove si fornisce di sé una precisa immagine attraverso informazioni che l’autore sceglie di condividere con gli altri – in base ai propri bisogni che vanno dal voler conoscere ogni dettaglio della vita degli altri all’uso circoscritto all’ambito lavorativo.

Nel secondo “La storia dei social network: dai calcolatori alle App”, il capitolo più tecnico a mio parere, l’autore ripercorre l’evoluzione del computer da calcolatore a medium (mezzo che permette di superare i limiti propri del faccia a faccia) fino a giungere al diversificato universo dei social network soffermandosi sulla genesi e sulle caratteristiche di quelli a oggi più usati (Facebook, Twitter, Instagram e WhatsApp).

Nel terzo “I social network come spazi sociali ibridi” si riflette sul ruolo dello cyberspazio dove il mondo offline e quello digitale entrano in contatto in un ambiente nel quale è semplice e immediato sentirsi vicini. Ne deriva un cambiamento radicale del concetto di socialità ed è per questo che la cyberpsicologia si sta impegnando a studiare i mutamenti generati dai nuovi media nei processi di identità e di relazione.

Nel quarto “Le opportunità dei social network” dopo essere partiti dal presupposto secondo il quale i social network permettono all’utente di scegliere la maniera nella quale presentarsi agli altri (cosa dire di sé, quale aspetto del carattere mostrare) si riflette sulla logica che regola la nascita delle relazioni amorose che vede in un primo momento il contatto attraverso l’amicizia, poi lo svelare alcune caratteristiche di sé fino a suscitare l’interesse e la curiosità nell’altro. I social permettono anche di creare progetti comunitari e d’instaurare un filo conduttore tra un’azienda e i propri clienti attraverso recensioni e post di commenti sui prodotti scritti direttamente dai consumatori, giudizi, questi, che inevitabilmente ne influenzano la reputazione.

Nel quinto “Il lato oscuro dei social network” ci si focalizza sugli effetti negativi del fenomeno social: identità false, spam, pishing, cyberbullismo e dipendenza sono solo alcune delle problematiche tipiche dell’universo virtuale. La vicinanza e l’aver accesso a ogni aspetto della vita altrui creano il fenomeno del pettegolezzo che talora si può trasformare in cyberbullismo e invidia digitale inoltre i tanti dati e informazioni personali presenti nei social possono essere utilizzati anche a scopi fraudolenti.

Lo stile della prosa, curato nei dettagli e ricco di riferimenti bibliografici, rende il testo adatto sia a un pubblico di addetti ai lavori sia a quanti sono mossi dalla curiosità verso il mondo virtuale. Vi sono inoltre numerose proposte di approfondimento su alcune specifiche tematiche.

Un saggio indubbiamente utile nell’epoca moderna. Una lettura che consente di riflettere sui comportamenti online che spesso si tendono a dare per scontato.

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I social network

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “A CASA DI JANE AUSTEN” DI LUCY WORSLEY

Salve lettori, in questo primo giovedì di novembre sono qui per parlarvi di un’opera non fiction dedicata alla mia autrice preferita in assoluto. Mi riferisco ad “A casa di Jane Austen” di Lucy Worsley (Neri pozza).

Nelle opere di Jane Austen grande rilievo viene dato all’aspetto domestico attraverso le descrizioni di dimore o di vita tra le loro mura. Questa scelta non è casuale ma rispecchia la vita dell’autrice durante la quale la casa (e la sua perdita) rappresenta un punto focale. Partendo dalle dimore Austen, l’autrice narra le vicissitudini di una famiglia focalizzandosi anche su membri “secondari”. Casa dopo casa, trasferimento dopo trasferimento si ripercorre la vita dell’indimenticabile autrice, un’esistenza segnata da numerose difficoltà e momenti infelici.

“Solo con Jane Austen le donne cominciarono a provare il desiderio – il bisogno – di trovare Mr Darcy. Solo con Jane Austen i pensieri e i sentimenti femminili presero vita in modo elegante, autentico e irripetibile. Solo con Jane Austen le donne cominciarono a vivere come vivono ancora oggi.”

Il saggio è suddiviso in parti corrispondenti alle principali case nella quali la scrittrice è vissuta: la canonica di Steventon, le piccole case a Bath, il Chawton cottage. Le descrizioni sono alternate da vividi ritratti dei principali membri della famiglia (e della stessa Jane) spesso attraverso le parole scritte proprio dalla Austen.

Di Jane si sa quello che si legge nei libri di letteratura ma talora si ignorano alcuni particolari della sua esistenza. La fortuna non è stata sempre dalla sua parte, anzi. La vita della Austen è costellata di problemi soprattutto economici mentre l’amore non la sfiora nemmeno. A quei tempi, infatti, per le donne l’unica aspirazione era quella di trovare marito mentre Jane resterà sola per tutta la vita. Al di là dell’aspetto sentimentale, essere sola significa avere difficoltà economiche, dover dipendere dagli aiuti degli altri, cambiare spesso casa. Eppure Jane va contro la tradizione. La sua penna e i suoi romanzi segneranno un’epoca gettando le basi per una nuova forma di narrare sempre più apprezzata sino ai giorni nostri.

Lo stile della Worsley è semplice, scorrevole e accattivante. Nonostante il saggio abbia una mole notevole la sua lettura è resa estremamente agevole dalla prosa che sa conquistare il lettore, suscitando curiosità e interesse nei confronti di un’autrice della quale molto si conosce ma troppo ancora si ignora. Personalmente consiglio di considerare quest’opera come un approfondimento dopo aver letto i romanzi della Austen poiché moltissimi sono i riferimenti letterari alle celebri trame.

Un saggio interessante e sicuramente originale. Una lettura adatta a quanti amano la Austen e a chi desidera scoprirla.

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A casa di Jane Austen

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂