RECENSIONE DI… “MISS PRESIDENT” DI TARA SUE ME

Salve lettori, come state trascorrendo questo sabato settembrino? Spero vi stiate dedicando al relax in casa o fuori. Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo la cui trama mi ha molto incuriosita. Mi riferisco a “Miss president” di Tara Sue Me (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Anna Fitzpatrick è diventata la prima presidente donna degli Stati Uniti d’America. L’attendono quattro anni di duro lavoro e di incontri per questo ha deciso di rimanere single. Navid Hazar è un giornalista di successo che ha seguito con molto interesse le vicende relative alla Casa Bianca un po’ per dovere professionale e un po’ per una questione prettamente personale: conosce Anna. I due, infatti, hanno frequentato a Harward la facoltà di legge fino a quando è stato proprio Navid a sparire abbandonando Anna e il sogno di diventare giudice. Adesso saranno costretti a lavorare fianco a fianco in quanto Navid ha ricevuto l’incarico di inviato presso la Casa Bianca e dovranno necessariamente fingere di non conoscersi.

“C’è sempre una scelta. Sempre. Te l’ho detto perché voglio essere sincero con te, tra di noi deve esserci solo la verità. E perché voglio che tu mi creda quando ti dico che per noi voglio molto di più che un weekend. Voglio noi. Nel mondo reale e in pubblico.”

A oggi gli Stati Uniti d’America non hanno mai avuto un presidente donna. Questo romanzo ha il suo punto focale proprio su questo dato di fatto e, per certi versi, si diverte a mostrare cosa succederebbe se tra i corridoi della Casa Bianca ci fosse una donna tenace.

Anna Fitzpatrick non ha paura di esporsi. Ha deciso d’intraprendere un percorso ostico, irto di difficoltà ed è pronta a portare a compimento il suo obiettivo. La sua determinazione è frutto di un preciso lavoro che ha compiuto su se stessa che l’ha portata a mettere da parte la sua personalità e a indossare una maschera, quella con la quale si mostra in pubblico, in realtà la sua esistenza è ben lontana da quello che mostra e la solitudine che domina le sue giornate dopo aver concluso gli impegni quotidiani ne è l’emblema.

Navid Hazar ha abbandonato il sogno della vita e si è rifugiato nel giornalismo televisivo. Ormai è passato tanto tempo eppure il pensiero è sempre lì, su quel sogno infranto, oltre che su Anna, suo primo e grande amore.

I rapporti tra i due saranno piuttosto tesi, fondamentalmente entrambi devono lottare contro l’attrazione che continuano a provare l’uno per l’altra, dopotutto non è facile abbandonarsi ai sentimenti quando si è il presidente degli Stati Uniti. Far vincere la politica o l’amore? è questo il dilemma.

Il romanzo narra gli avvenimenti alternando il punto di vista dei due protagonisti con uno stile di scrittura semplice e un ritmo narrativo alquanto lento che non riesce, a mio parere, a coinvolgere il lettore, il quale si ritrova immediatamente inserito nella trama e poi qui relegato, con pochissimi punti di svolta.

Un romanzo con un’idea di base sicuramente originale, ma, che secondo me, non riesce a decollare.

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Miss President

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “UN GIORNO DI SOLE A PARIGI” DI JULIE CAPLIN

Salve lettori, in questa calda mattina d’agosto torna l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

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Oggi sono qui per parlarvi di un romanzo che sono certa piacerà a quanti amano i dolci. Mi riferisco a “Un giorno di sole a Parigi” di Julie Caplin (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Nina Hadley vive in una famiglia numerosa, è la piccola di casa e, per questo, i quattro fratelli maggiori si sentono costantemente in dovere di proteggerla anche se ora è una persona adulta. Desiderosa di essere indipendente, Nina accetta un lavoro a Parigi: dovrà occuparsi di aiutare a gestire un corso per pasticceri. La giovane nutre un grande interesse per questo settore, è davvero curiosa d’imparare, ma vi è un piccolissimo problema: lo chef che dovrà affiancare altri non è che Sebastian Finlay, migliore amico di suo fratello, nonché sua grandissima cotta adolescenziale.

“Com’è possibile? Come fai a mancarmi adesso, dopo che per anni siamo stati lontani?”

Essere circondati da persone sempre pronte ad aiutarti e a proteggerti può essere un vantaggio e uno svantaggio. Se da un lato ci si sente al sicuro, protetti da una bolla di affetto, dall’altro ci si potrebbe sentire con le ali tarpate.

Nina, la protagonista, è stanca di essere considerata la bambina di casa. Per lei lasciare l’Inghilterra – anche se solo per qualche settimana – e recarsi oltre la Manica rappresenta la possibilità di mettersi alla prova, di dimostrare quanto anche lei sia in grado di cavarsela da sola in una città che non conosce. In terra straniera Nina si armerà di determinazione e buon senso pur sapendo che esistono dei sentimenti in grado di mettere a dura prova e di resistere al tempo.

Sebastian è un uomo che attira l’attenzione femminile. Pur essendo momentaneamente infortunato, sa essere un ottimo stratega, pronto a manovrare le redini del suo impero del gusto con meticolosa abilità. In apparenza burbero e scontroso, nasconde un lato tenero decisamente inedito.

Rincontrarsi per i due è piuttosto imbarazzante considerati i trascorsi accaduti quando erano più giovani. Gestire tale imbarazzo non è facile e ognuno cerca di celarlo a suo modo: Nina dietro il suo essere affidabile e Sebastian comportandosi in maniera severa a distaccata.

Carine e trascinanti ai fini dello sviluppo narrativo sono le vicissitudini che ruotano attorno alla pasticceria che Sebastian ha intenzione di vendere. Edificio che ha perso la gloria di un tempo, è destinato a diventare il perno attorno al quale si sviluppa non solo il romanzo ma anche il rapporto tra i due protagonisti e nel quale avviene quella crescita personale che Nina anelava da tempo.

Lo stile della prosa, semplice e scorrevole, riesce a far sentire il lettore costantemente coinvolto dalle vicende narrate. Curata è l’ambientazione, con numerosi affreschi della capitale francese, e ottimo è “l’apparato dolciario” presentato attraverso una serie di dolci tipici che fanno venire l’acquolina in bocca.

Un romanzo sulle seconde occasioni. Una lettura leggera, piacevole e… gustosa.

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Un giorno di sole a Parigi

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂