RECENSIONE DI… “STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA” DI ELENA FERRANTE

Salve lettori, oggi, ultima domenica di giugno, ci ritroviamo con l’ultimo appuntamento de “L’amica geniale GDL” (che potete trovare QUI). Questo mese abbiamo letto il quarto volume della serie “Storia della bambina perduta” di Elena Ferrante (edizioni e/o).

Lila ed Elena sono ormai adulte. La prima si è lanciata nel mondo dei calcolatori elettronici mentre la seconda ha deciso di lasciare il marito e di ricominciare con Nino Sarratore. Le circostanze della vita porteranno le due amiche a ritrovarsi e a trascorrere le giornate assieme, a Napoli, come non accadeva da tempo. Insieme ricominceranno da dove si erano interrotte, tra eventi inattesi, dolori, gioie, rivelazioni. Mentre l’Italia cambia sempre più velocemente (e il rione con essa), le due donne si ritroveranno a scoprire nuovi aspetti del loro legame di amicizia che non avevano ancora sperimentato.

“Le avevo attribuito fin dall’infanzia un peso eccessivo e ora mi sentivo come sgravata. Finalmente era chiaro che ciò che ero io non era lei, e viceversa. La sua autorità non mi era più necessaria, avevo la mia.”

Gli anni passano e le nostre grandi amiche cambiano sempre più. È giunta l’età della maturità, il momento in cui si concretizzano tutti i risultati del proprio lavoro. Lila da una parte ed Elena dall’altra si lasciano trasportare dal flusso degli eventi, talora ne vengono risucchiate, altre cercano di fronteggiarli con la personalità decisa che le ha sempre contraddistinte.

Lila, colei che non si è mai mossa da Napoli e dal rione, sembra aver trovato una nuova stabilità lavorativa e affettiva. La sua curiosità innata l’ha portata a compiere grandi passi in un settore nuovo, all’avanguardia, ha iniziato a guadagnare denaro e il rispetto da parte degli abitanti del rione.

Elena ha lasciato tutto per seguire il cuore. Ha rinunciato a una vita agiata, a un matrimonio importante, alla posizione sociale per rincorrere l’uomo che ha amato sin da quando era bambina. La scrittura che l’ha resa celebre sembra non darle più il brio di un tempo, è inquieta, si allontana dall’ambiente nel quale ha scelto di rinascere e torna da dove era fuggita.

Il ritorno di Elena a Napoli – che occupa gran parte del volume – sancisce il nuovo rapporto con Lila. Pur non essendosi mai totalmente perse, le due avevano posto della distanza, la quale, inevitabilmente, è destinata a essere presto colmata. Certo, il loro non sarà più il rapporto adolescenziale di un tempo, procederà tra alti e bassi, tra momenti di grande complicità e altri di profonda solitudine.

Pagina dopo pagina si assiste allo “svelamento delle carte”. L’amicizia tra le due non è tutta rose e fiori, sin dall’inizio ci sono stati molti non detti, pensieri, atteggiamenti che sembrano sfociare in invidie. In cinquant’anni ne accadono di eventi, eppure, nonostante tutto, le due sono lì, una costante, l’una sa di ritrovare l’altra.

Si ritrovano anche tutti i personaggi che il lettore ha imparato a conoscere. Di ognuno di essi l’autrice fornisce il destino finale, clemente per alcuni, nefasto per altri.

Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. Personalmente ho trovato il primo quarto di libro più lento rispetto al resto, tuttavia i tanti eventi che si susseguono fanno dimenticare presto questo piccolo neo. Il lettore non è solo coinvolto nella vicenda ma resta più volte a bocca aperta dinanzi alle tante sorprese disseminate lungo il percorso narrativo.

Una conclusione di serie nella quale più che mai si avverte il peso dei sentimenti presentati a tutto tondo. Un quarto volume caratterizzato dalla circolarità a dimostrare quanto i legami possono essere in grado di andare oltre tutto.

4stelle

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Storia della bambina perduta

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

LA SERIE:

L’amica geniale #1;

 Storia del nuovo cognome #2;

Storia di chi fugge e di chi resta #3

RECENSIONE DI… “UN CUPIDO A QUATTRO ZAMPE” DI MATT DUNN

Salve lettori, che rapporto avete con i vostri amici a quattro zampe? Vi pongo questa domanda perché il romanzo del quale sto per parlarvi è incentrato proprio su un tenero cagnolino molto speciale. Mi riferisco a “Un Cupido a quattro zampe” di Matt Dunn (Sperling&Kupfer). Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia.

Doug è un simpatico carlino che Julie ha salvato da un canile. Empatico, molto intelligente, il tenero animale ha sviluppato un grande istinto protettivo nei confronti della sua padrona, la quale ha pensato bene d’intraprendere una relazione con il suo capo, un uomo sposato e bugiardo. Intenzionato a ricambiare il favore, Doug cerca in tutti i modi di aiutare la sua Julie infilandola tra le braccia di Tom, aitante veterinario fresco di divorzio. C’è solo una piccola e “irrilevante” circostanza avversa: i due non sembrano sopportarsi granché. Peccato, perché sarebbero una bella coppia. Il tenero Doug non rinuncia così facilmente e farà di tutto per regalare a Julie il lieto fine che si merita.

“Anche se le cose non dovessero funzionare con comesichiama, Doug non permetterà che tu ti riduca come la tua vicina.”

Che i cani siano considerati i migliori amici degli umani è risaputo così come tutti sanno quanto siano in grado di percepire le emozioni di chi li circonda.

Doug è un carlino tutto pepe, dotato di un “sesto senso” che lo rende molto simile agli umani. L’animale, infatti, è in grado di captare tutto quello che avviene e, a suo modo, d’intervenire per modificare la situazione a suo piacimento. Nulla di magico, il suo è un atteggiamento affettuoso.

Julie è una donna che fondamentalmente ha paura dell’amore. questo suo limite la porta a vivere una relazione nella quale ricopre il ruolo dell’altra, persino ingannando se stessa in nome di quel sentimento che cerca e rifugge allo stesso tempo.

Tom incarna il prototipo dell’uomo normale che sa essere speciale. Intelligente, altruista, con un passato sentimentale difficile rappresenta tutto ciò che Julie potrebbe desiderare se non fosse per alcune frasi pronunciate al momento sbagliato.

Il rapporto tra Julie e Tom nasce col piede sbagliato. Entrambi sono testardi, fanno fatica a lasciarsi completamente andare e a fidarsi reciprocamente. Per questo la presenza di Doug si rivela fondamentale. L’animale, come un vero e proprio spirito guida, si comporta da deus ex machina e imprime alla trama un’impronta significativa attraverso una serie di incontri combinati e imprevisti più o meno previsti.

Lo stile della prosa è semplice, fluido e diretto. L’intera vicenda è narrata attraverso la voce di Doug, il quale presenta gli eventi a suo modo suscitando nel lettore ironia e divertimento.

Un romanzo dolcissimo. Una lettura fresca e originale che non può non essere apprezzata.

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Un Cupido a quattro zampe

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂