RECENSIONE DI… “LE TRE GHINEE” DI VIRGINIA WOOLF

Salve lettori, buon sabato. Questa mattina sono qui per parlarvi di un’opera particolarmente complessa frutto della penna di un’autrice che, come sapete, apprezzo molto. Mi riferisco a “Le tre ghinee” di Virginia Woolf (Feltrinelli).

L’autrice immagina di aver ricevuto tre lettere nelle quali i mittenti le chiedono un aiuto economico per risolvere tre grandi problemi: la prevenzione della guerra; la ricostruzione di un college femminile e il sostegno alle donne che decidono di avviare una professione in proprio. Nelle risposte la Woolf riflette sulla condizione femminile del tempo inserita nel contesto sociale, economico e religioso arrivando ad affermare che esiste un nesso tra il sistema patriarcale che ha escluso le donne dalla vita pubblica e il totalitarismo e la guerra.

“Da tutto ciò sembra si debba dedurre un fatto indisputabile: che “noi” – intendendo con “noi” l’intero organismo costituito da corpo, cervello e spirito, memoria e tradizione – dobbiamo necessariamente differire per qualche fondamentale aspetto da “voi”, il cui corpo, cervello e spirito hanno ricevuto un tirocinio tanto diverso e sono influenzati in modo tanto diverso dalla memoria e dalla tradizione. Pur vedendo il medesimo mondo, lo vediamo con occhi diversi. L’aiuto che vi possiamo dare sarà diverso e forse appunto per la sua diversità potrà avere qualche valore.”

Pubblicato nel 1938, il saggio si configura come un’opera femminista. Nelle tre immaginarie lettere, infatti, l’autrice pone il punto focale proprio sulle donne, desiderose di divenire creature attive in un mondo che le pone da parte.

L’opera è suddivisa in tre parti corrispondenti alle tre missive. La prima lettera, il cui mittente è ignoto, ha come tema centrale la prevenzione della guerra. Secondo la Woolf la reazione al conflitto è diversa a seconda che ci si riferisce a uomini o donne poiché la guerra appartiene prettamente al genere maschile. La seconda, scritta da una tesoriera onoraria, fa riferimento all’accesso femminile alle libere professioni. Qui la Woolf fa un’ampia digressione sulle figure femminili, le quali devono avere libero accesso allo studio senza il quale non potranno sviluppare una propria libertà di pensiero e, quindi, dare vita a una professione. La terza, anche questa scritta da una tesoriera onoraria, è incentrata sul finanziare un’associazione contro la guerra. Ecco che ritorna il tema già affrontato nella parte iniziale del saggio, qui l’autrice pone il suo accento sull’astensione, punto di partenza per la vera emancipazione femminile.

Lo stile dell’opera è decisamente complesso. La Woolf si concede numerose digressioni e si concede liberi flussi di pensieri che spiazzano il lettore rendendo la lettura del saggio abbastanza ostica.

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Le tre ghinee

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “CLEOPATRA” DI ARIADNA CASTELLARNAU

Salve lettori, conoscete la collana “Regine ribelli” attualmente in edicola? Il libro del quale vi parlo oggi ne fa parte o meglio ne ha fatto da apripista. Mi riferisco a “Cleopatra” di Ariadna Castellarnau (RBA).

Cleopatra, regina d’Egitto, ha rivestito un ruolo importante nella storia antica. Di lei si tramandano molte notizie e aneddoti ampiamente sfruttati anche in campo cinematografico. Tradizionalmente si è abituati a considerarla come un personaggio negativo, una seduttrice che ha saputo sfruttare se stessa per ottenere favori e portare l’Egitto alla sua massima potenza; in questo saggio ne viene rivalutata la figura e l’immagine così da consegnare al lettore il ritratto di una donna sì avvenente ma indubbiamente forte e determinata.

“Cleopatra era consapevole dell’effetto che produceva nei suoi sudditi vedere una regina faraone sporcarsi i sandali reali con la polvere della strada. Non voleva che il suo popolo la temesse, bensì che la venerasse come si venera una dea; la dea Iside, protettrice dei suoi adoratori, madre universale, la figura divina nella quale si fondano tutte le dee del Mondo Antico.”

L’Egitto attira da sempre l’attenzione di quanti si approcciano allo studio della storia. Cleopatra, in particolare, è una di quelle figure sulle quali si sono aperti numerosi dibattiti. Da molti considerata una sorta di protagonista negativa, da altri giustamente riconosciuta per il suo valore, nonostante il passare dei secoli continua a essere più viva che mai.

Tutti conosciamo le sue vicissitudini amorose con Cesare prima e Marco Antonio poi, tuttavia la regina Cleopatra non è solo questo. Oltre la donna vi è un’abile stratega, una persona colta e curiosa. Di indole forte e determinata, non esita ad andare oltre le convenzioni del tempo ponendosi in prima linea, mostrandosi agli occhi dei sudditi, provando a dare alla sua terra una nuova possibilità di rinascita. Certo, non mancano le delusioni, i dolori personali e i desideri di rivincita che contribuiscono a renderla “umana”.

L’opera è suddivisa in sei sezioni che corrispondono ad altrettanti segmenti della vita della regina. La narrazione avviene in terza persona con uno stile semplice e scorrevole tipico del romanzo che riesce pienamente a coinvolgere il lettore senza annoiarlo.

Un saggio interessante e piacevole. Una lettura ideale per quanti vogliono conoscere meglio questo personaggio guardato da una prospettiva orientale.

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂