RECENSIONE DI… “CI VEDIAMO SU FB” DI LAVINIA BRILLI

Salve lettori, in questo martedì di metà luglio torna l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’ombrellone”.

Immagine libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta.

Il romanzo breve del quale sto per parlarvi non è ambientato in estate ma è strettamente collegato a essa poiché, diciamocelo, durante la stagione estiva un po’ tutti documentiamo le nostre vacanze o giornate di relax sui social. Mi riferisco a “Ci vediamo su FB” di Lavinia Brilli (Pubblicazione indipendente).

Lisa ha superato i quarant’anni, è una madre che vive in un piccolo paese di provincia costretta a destreggiarsi tra impegni, esigenze dei figli e telelavoro. Eppure, molti suoi coetanei continuano a divertirsi come se fossero ventenni e documentano costantemente i loro impegni mondani con tantissime fotografie su Facebook. Perché lei non ha amici e il suo unico momento di socialità è quando si reca al supermercato? A complicare ancor di più la situazione ci pensa sua cugina Diana, la quale ha pensato bene di lasciare momentaneamente la glamour Milano per trascorrere un periodo di vacanza in provincia. Lisa non vuole di certo sfigurare ai suoi occhi, deve assolutamente inventare qualcosa per recuperare la socialità perduta a tempo di record. E se ad aiutarla fosse proprio Facebook? Non le resta che architettare un piano e sperare che il castello di bugie che sta edificando non crolli da un momento all’altro.

“Ho un tetto sulla testa, una bella casa e la dispensa è piena di Nutella, da alternare saggiamente alle poltiglie integrali. Per non parlare del gatto a righe… cosa si può volere di più? Alla fine una bella fetta dei divertimenti è per far sapere al mondo che “c’ero”.

Da anni ormai i social network sono diventati una mega piazza virtuale nel quale ognuno ha il proprio posto per mostrare la propria vita. È importante dare di sé una certa immagine, essere attivi, avere un alto numero di amici, dimostrare che si è a tutti gli effetti degli animali sociali. Ed ecco che è caccia all’evento e alle foto, tutto viene immortalato e postato altrimenti non si è nessuno.

Lisa, pur essendo iscritta a Facebook, non lo usa in maniera attiva poiché si limita a osservare le vite degli altri senza condividere alcunché della sua esistenza, dopotutto a chi interesserebbero le sue giornate normali e le sue serate casalinghe? La donna, infatti, non riesce a integrarsi, vive ai margini, guarda da una prospettiva esterna e finisce col cadere nella trappola dell’apparenza pur di avere l’attenzione da parte degli altri.

Con uno stile semplice, schietto e diretto e un ritmo costantemente serrato, l’autrice conquista il lettore regalandogli un sorriso e allo stesso tempo si focalizza su una tematica attualissima e delicata: è davvero così importante riversare la propria vita in rete? Non sarebbe meglio per tutti se si vivessero appieno i momenti senza avere l’ansia di aggiornare continuamente il proprio profilo? Dopotutto la vita reale – della quale quella virtuale è specchio – si svolge ben lontana dagli schermi.

Un romanzo ben costruito pur nella sua brevità. Una lettura divertente e contemporaneamente riflessiva.

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Ci vediamo su FB

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂

RECENSIONE DI… “MIA CARA JANE: LE LETTERE MAI SCRITTE” DI AMALIA FRONTALI

Salve lettori, buona ultima domenica di maggio. Questa mattina sono qui per parlarvi di un romanzo al quale può essere facilmente associata una celebre domanda: “Cosa sarebbe successo se…?”. Mi riferisco a “Mia cara Jane: le lettere mai scritte” di Amalia Frontali (Pubblicazione indipendente).

Nel gennaio 1796 Jane Austen conobbe Thomas Langlois Lefroy, aspirante avvocato. Questo incontro non portò all’inizio di alcuna relazione tra i due nonostante ci fosse stato un reciproco apprezzamento; Jane non si sposò mai mentre Tom optò per un matrimonio di interesse. Cosa sarebbe successo se dopo quell’incontro l’uomo avesse scritto una lettera a Jane che avrebbe dato vita a una corrispondenza tra i due? È da questa domanda che parte la finzione letteraria, essenza di questo romanzo epistolare.

“Parleremo e scriveremo, Jane, e sarò docile e sottomesso. Sarò un equilibrista sul confine che voi avete tracciato, almeno finché non sarete voi a chiedermi di spostarlo.”

Storia e immaginazione spesso entrano in contatto dando vita a un sodalizio in grado di appassionare e di rendere personaggi talora considerati inarrivabili più vicini ai lettori.

È quello che accade tra queste pagine. Le lettere presentate sono “a senso unico”, non si legge mai la risposta di Jane poiché l’autrice rispetta la verità storica secondo la quale dopo la morte della scrittrice la sorella Cassandra ne bruciò l’intera corrispondenza.

Attraverso le parole di Tom emerge il suo essere un uomo al bivio. Da una parte vi è il sentimento che dimostra di provare nei confronti di Jane, dall’altra l’ambizione personale. Numerosi sono i riferimenti a opere della scrittrice e ad avvenimenti storici realmente accaduti che rendono la narrazione più “concreta” nonostante l’aura di finzione letteraria della quale è permeata.

Curato è lo stile che rispecchia il modo di scrivere del tempo. Dalle lettere traspare ironia, emozione e un pizzico di tristezza, tutto trattato con una grande eleganza che rende la narrazione assolutamente verosimile, in grado di riversare sul lettore gli stati d’animo provati dall’uomo.

Un romanzo che si rivela piacevole oltre che indubbiamente coraggioso.

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Mia Cara Jane: Le lettere mai scritte

Grazie per la lettura, alla prossima 🙂