RECENSIONE DI… “NON È NATALE SENZA DI TE” DI TRISHA ASHLEY

Salve lettori, ebbene sì, è tornato il mio periodo dell’anno preferito e, con esso, la rubrica “Letture sotto l’albero”. Questo vuol dire che da oggi all’8 gennaio recensirò solo libri a tema natalizio, non è meraviglioso? Come sempre ogni recensione si aprirà con l’immagine a tema.

Immagine libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta.

A inaugurare la rubrica è un romanzo ambientato in un castello. Mi riferisco a “Non è Natale senza di te” di Trisha Ashley (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Sabine, l’anziana proprietaria del castello di Mitras, nella contea di Northumberland tra Inghilterra e Scozia, ha scoperto di avere poco tempo da vivere. Una malattia, infatti, la sta pian piano spegnendo, ma la sua tenacia non le impedisce di trascorrere un ultimo Natale nella sua proprietà. La donna si affida così ai servizi della Heavenly Houseparties gestita da Henry e Dido, i quali si trasferiranno per un mese nel castello e si occuperanno di tutti i dettagli dal cibo alle decorazioni. Tra i vari ospiti scelti da Sabine vi è anche il figlioccio Xan, il quale si rivela subito essere una vecchia conoscenza di Dido. Non è di certo questo il momento di abbandonarsi al romanticismo, c’è molto lavoro da sbrigare inoltre ben presto segreti imponenti torneranno prepotentemente a galla.

“Ho sempre creduto che in quel momento le nostre anime si fossero unite e che nulla di ciò che avvenne in seguito potrà mai separarle.”

Nonostante l’intera vicenda si svolga tra le mura del castello di Mitras, non si avverte mai la sensazione di trovarsi in un luogo chiuso non solo perché tra i piani della tenuta e il parco circostante vi è tantissimo spazio ma anche per i tanti eventi che accadono giorno dopo giorno.

Sabine colpisce immediatamente per il suo essere determinata e sempre pronta a impartire ordini. La vita per lei non è stata affatto semplice sin dalla più tenera età e ora che è quasi giunta al capolinea ha deciso che è arrivato il momento affinché tutti i nodi vengano al pettine, tutti i segreti di famiglia più o meno rivelati e l’eredità finalmente suddivisa tra coloro i quali lei sceglierà.

Dall’altra parte vi è Dido, una giovane donna alla quale nulla è stato regalato, nemmeno l’affetto familiare. Assieme al simpatico Henry ha inventato un lavoro che le permette di trascorrere le feste lontano da casa con lo scopo di rendere perfetto il Natale dei suoi clienti.

I rapporti tra le due protagoniste appaiono tesi sin dalle primissime pagine. Sabine si mostra costantemente arcigna nei confronti della giovane e questa, da parte sua, forse intimorita, si limita a portare a termine gli incarichi.

Ho particolarmente apprezzato il personaggio di Xan, biografo di professione impegnato nello scrivere la biografia del defunto marito di Sabine, austero e simpatico al tempo stesso, sempre pronto ad abbattere le distanze. Inutile spiegare lo shock di Dido quando si trova davanti la sua più grande cotta adolescenziale!

Lo stile della prosa è abbastanza scorrevole. Il ritmo narrativo piuttosto lento accompagna il lettore in una sorta di conto alla rovescia natalizio dall’impostazione tradizionale, infatti vengono descritte le attività svolte dai personaggi ogni giorno, i piatti preparati dallo staff (tutti della tradizione britannica con tanto di ricette a fine volume), le dinamiche dettate dagli eventi e persino i film natalizi in compagnia dei quali Dido e Henry trascorrono le serate. Questo aspetto forse potrebbe rendere l’opera (già di per sé corposa) piuttosto monotona, invece, nel mio caso, mi ha permesso di sentirmi parte del “circolo” di Sabine.

Un romanzo che proietta in un contesto fatto di usi e costumi differenti dai nostri. Una lettura alquanto tranquilla.

 

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RECENSIONE DI… “UN INVITO INASPETTATO” DI TRISHA ASHLEY

Salve lettori, nell’ultimo weekend prenatalizio torna l’appuntamento con la rubrica “Letture sotto l’albero”.

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Quest’oggi sono qui per parlarvi di un’opera che purtroppo non ha soddisfatto le mie aspettative, frutto della penna di un’autrice della quale, anni fa, al contrario, apprezzai moltissimo il suo romanzo natalizio. Mi riferisco a “Un invito inaspettato” di Trisha Ashley (Newton Compton editori). Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia ebook.

Meg, ritrattista di professione, non ha mai festeggiato il Natale. Cresciuta in una comune in Galles, è legata ai riti di festeggiamento del solstizio invernale e dello Yule, tuttavia, quest’anno, per lei un’importante opportunità di lavoro bussa alla sua porta proprio pochi giorni prima dell’inizio del periodo delle feste. Clara è un’epigrafista con la passione per i romanzi gialli e assieme a suo marito Harry, poeta molto noto, ha deciso di commissionare a Meg i loro ritratti. La donna, quindi, dovrà momentaneamente stabilirsi presso l’imponente residenza della coppia e trascorrere con loro due e il relativo parentado le festività. Le sorprese per Meg non sono ancora finite! Quest’occasione lavorativa le permetterà di rincontrare Lex col quale vi è una situazione incompresa e in sospeso da moltissimi anni.

“Si scambiarono una di quelle occhiate tenere che rendono i componenti di una coppia sposata da una vita così simili fra loro, per quanto possano essere fisicamente differenti.”

Più che di un romance natalizio si tratta di un romanzo corale ricco di personaggi che fanno via via il loro ingresso sulla scena come se si trattasse di un palcoscenico, ognuno con il proprio carattere e la propria storia da raccontare. L’impressione finale è quella, a mio parere, di trovarsi in un piccolo universo familiare nel quale si discute di eventi privati e di segreti che vengono a galla senza che l’ospite (in questo caso il lettore) possa aver modo d’inserirsi nella conversazione.

Inizialmente a catturare l’attenzione è Clara con le sue vicende, ricordi e studi. Senza dubbio si tratta di un personaggio ingombrante che, conquistata la scena, fa fatica a fare un passo indietro a favore degli altri personaggi. La stessa Meg sembra essere un personaggio di contorno nonostante il suo agire sia pressoché costante. È lei, infatti, a creare ed è intorno a lei che l’intreccio narrativo si dipana. Stessa cosa dicasi per Lex presentato, secondo me, molto superficialmente per il ruolo che ricopre.

Lo stile della prosa appare sì curato ma nel complesso lento, con numerose parentesi descrittive che, a mio parere, tendono a rallentare ancor di più la narrazione rendendo sempre più difficile per il lettore riuscire a immedesimarsi o quantomeno a seguire le vicende.

Un romanzo che, secondo me, presenta troppi “ingredienti” e, per questo, non decolla.

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